Lecco, 13 febbraio 2019   |  

Depuratore di Lecco, Comitato Acqua Pubblica: si affronti il problema

"Stupisce l'assenza di un vero e proprio dibattito su una delle maggiori priorità"

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Il Comitato per l'acqua pubblica

Il Comitato per l'acqua pubblica torna a intervenire in merito ai problemi del depuratore di Lecco, sottodimensionato per le esigenze della città, e della necessità di intervenire con una nuova struttura.

I cittadini lecchesi sono spesso costretti a sorbirsi attraverso i media locali interminabili discettazioni e pareri dei protagonisti della vita politica locale sui più disparati argomenti riguardanti la vita della propria collettività.

E non sempre queste trattazioni inquadrano problemi e situazioni prioritarie, ma piuttosto alimentano stucchevoli diatribe marginali, spesso a sfondo partitico.

Stupisce, in questo contesto di “denunce”, l'assenza di un vero e proprio dibattito su quello che dovrebbe costituire, viste le dichiarate sensibilità ambientali di molti, una delle più grandi priorità (assieme a quella del progetto di Teleriscaldamento) e cioè la cronica “emergenza” degli scarichi e degli odori del Depuratore di Lecco.

L'andamento “carsico” dell'attenzione riservata a questo problema, noto da decenni, ne fa quasi un'araba fenice che, risorgendo dalle proprie ceneri (in questo caso sarebbe più opportuno parlare di riemersione dalla proprie luride acque reflue) sistematicamente si re-inabissa, assumendo ormai le dimensioni di una questione la cui soluzione non è più rinviabile.

Basta parlarne con chi è costretto ad annusarne periodicamente gli olezzanti “profumi” o ancor più coloro che, magari pagaiando serenamente durante il tempo libero, hanno la sventura di imbattersi in maleodoranti e ben visibili scarichi.

In questo desolante panorama reca speranza ( ma anche evidente sconcerto vista la contraddittoria realtà sotto gli occhi di tutti, altro che satelliti di rilevamento ..) il progetto “Simile” recentemente presentato al Politecnico di Lecco, il cui obiettivo primario costituisce la strategia comune per affrontare e prevenire la criticità dei grandi laghi alpini e prealpini. Il progetto tra l’altro mira ad un percorso partecipato tra cittadini, enti , associazioni ,che fornisca linee guida per la salvaguardia dell’ecosistema dei laghi.

E qui ogni cittadino o ogni amministratore, a cui stia realmente a cuore la tutela del patrimonio ambientale, turistico e sanitario, non può non porsi alcuni ineludibili interrogativi, in cerca di non interlocutorie risposte :

- Cosa si è fatto o si pensa realmente di fare per risolvere strutturalmente quest'annoso e trascurato problema, che non porta certo lustro a una collettività che s'interroga spesso anche sulla propria presunta vocazione turistica?
- Perché nelle recenti opere milionarie finanziate dalla Regione, definite a salvaguardia dei laghi non si è considerata l'evidente priorità del depuratore del capoluogo?
- Quanto tempo occorrerà ancora attendere, visto il quadro emergenziale pluriennale, per vedere le risultanze dello studio relativo alla paventata ricollocazione della sede del depuratore, tenendo peraltro conto dell'esito negativo della procedura di manifestazione di interesse alla vendita, di un'area idonea allo scopo, il cui avviso è scaduto il 28/9/18 ?
- Che fine ha fatto il procedimento di infrazione europea pendente da anni sul depuratore?
- Quante e per quali importi complessivi sono state emesse dall'autorità competente, perlomeno negli ultimi anni, le sanzioni per sversamenti del depuratore fuori norma ?
- I cittadini di Lecco non si trovano a pagare in bolletta corrispettivi impropri dovuti ad interventi programmati ma non ancora realizzati?
- La proliferazione abnorme delle alghe a valle dello scarico del depuratore è riconducibile ai frequenti sversamenti e alla insufficiente capacità di depurazione di un impianto sottodimensionato ?
-Ci si chiede come gli enti o la stessa magistratura, deputati al controllo e salvaguardia dell’ambiente, possano tollerare e non intervenire a fronte di una situazione ormai conclamata di periodico inquinamento di un bacino intercomunale di fondamentale importanza turistica ambientale.

A quest'ultimo proposito i sindaci dei Comuni “a valle” (come Pescate, Vercurago, Olginate, Garlate …) non hanno da dire e chiedere conto di nulla ? Quali, ad esempio, le conclusioni dell' incontro tenutosi recentemente in regione per cercare la soluzione al problema alghe nel lago?

E soprattutto: La politica lecchese, così solerte nell'auto-promuoversi definendosi attenta alle tutele ambientali, è possibile che finga che un problema così rilevante non esista ?

Comitato Lecchese acqua pubblica e beni comuni

Lecco, 12/2/2019

 

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