Lecco, 10 agosto 2017   |  

Degrado in stazione: “Una situazione che dura da anni”

di Rosa Valsecchi

Ordine pubblico ma non solo, sono tanti gli aspetti su cui intervenire

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La notizia dell’avvio del dialogo fra Comune e ferrovie per la riqualificazione della Stazione ha puntato nuovamente l’attenzione su un problema che in realtà si presenta molto complesso e che non è certo esploso in questi ultimi anni. lo sa bene l’ex sindaco Giulio Boscagli, che a questo proposito sottolinea: «Bene le preoccupazioni di Valsecchi sul degrado della Stazione. Basta tuttavia non dimenticare che è una situazione che dura da anni e che si è evoluta in peggio con la presenza di persone immigrate in condizioni precarie. Questo è un problema di ordine pubblico che deve essere affrontato e risolto con adeguata vigilanza e presenza delle forze dell’ordine».

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Giulio Boscagli

Sicurezza e ordine pubblico, quindi m a non solo. I problemi della stazione sono soprattutto strutturali: «Affrontare il tema stazione solo dal punto di vista dell’ordine pubblico è riduttivo perché mette in secondo piano la funzione principale della stazione che non è un sostituto dei luoghi di accoglienza ma un servizio per gli utenti - ribadisce Boscagli -. Da questo punto di vista i lavori del sottopasso verso via Balicco e i due ascensori hanno rappresentato un passo migliorativo tuttavia ancora largamente insufficiente».

L’elenco di criticità da questo punto di vista è davvero lungo: si va dall accessibilità difficoltosa, con ascensori che consentono solo di raggiungere il primo binario, alla ridotta estensione delle coperture dei marciapiedi fa sì che in caso di pioggia, abbastanza frequente da queste parti, i passeggeri si ammassino nel sottopasso in condizioni indegne. a pagare il prezzo più alto di questa situazione sono soprattutto anziani, mamme con passeggini e in generale tutte le persone in difficolta motorie.

Un disservizio evidente per chiunque passi anche solo casualmente dalla stazione ea cui si sarebbe già dovuto porre rimedio: «Basta essere in stazione nelle prime ore del mattino per constatare che gli attuali livelli di traffico e le cresciute esigenze di qualità del viaggio rendono la storica stazione lecchese assolutamente inadeguata. Per non stare solo all’analisi sarà utile ricordare che il progetto di superamento dei binari tra via Sassi e il Centro Meridiana (impropriamente ridotto alla polemica della cosiddetta problema passerella) era prodromico ad un possibile spostamento della stazione – servizi passeggeri – verso sud, nella ampia zona davanti alle officine e che consentirebbe un più adeguato posizionamento dei binari e dei sottopassi garantendo così una loro accessibilità reale da parte di ogni utenza».

Se da un lato per il fronte ferrovia si può cominciare a sperare in un nuovo progetto di riqualificazione, dall’altro resta un’altra grave situazione di cui nessuno sembra preoccuparsi: «Non è il caso di polemizzare sull’abbandono di una prospettiva e di un progetto peraltro finanziato - sottolinea l’ex sindaco Boscagli -. Le proposte di riorganizzazione degli edifici comunali con il possibile abbattimento della parte prospiciente la stazione dovrebbero stimolare la ripresa di un dialogo fattivo con le Ferrovie per ottenere in tempi, che comunque non potranno essere brevi, una stazione all’altezza della città e delle ambizioni turistiche del territorio.Un discorso sulla stazione ferroviaria non può non toccare, almeno per accenno, la condizione della piazza in cui le persone attendono i bus. Al confronto con l’oggi la vecchia stazione della Sal, col suo capannone che consentiva l’uscita su via Volta appare un esempio di modernità e servizio all’utenza: almeno i passeggeri avevano uno sportello per i biglietti, una sala d’attesa e un orario a disposizione. Oggi bivaccano sui marciapiedi, con ogni tempo, e per l’orario si devono accostare a un pannello di non facile lettura posizionato sulle aiuole. Ma di questo servizio nessuno parla»

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