Lecco, 21 marzo 2019   |  

Decreto sblocca cantieri, Ance: il Governo prende in giro il nostro settore

Sergio Piazza: risultato ben lontano sia nella forma che nei contenuti da quanto aveva lasciato prevedere dal recente incontro con la nostra delegazione nazionale.

sergio piazza ance costruttori

“L’elefante ha partorito il topolino”: così il presidente di ANCE Lecco Sondrio, Sergio Piazza, ha commentato il decreto leggi “sblocca cantieri”, approvato ieri dal Consiglio dei ministri.

“Personalmente ritengo una assoluta presa in giro del nostro settore quanto accaduto ieri a Palazzo Chigi, ben lontano sia nella forma che nei contenuti da quanto aveva lasciato prevedere il recente incontro che la delegazione nazionale di ANCE aveva avuto con il presidente Giuseppe Conte, il vicepremier Luigi Di Maio e il ministro alle infrastrutture Danilo Toninelli”.

“In primo luogo - spiega Piazza - cosa significa approvazione ‘salvo intese’? È come dire che non si è approvato nulla, perché il testo dovrà essere nuovamente esaminato. E ciò dopo mesi e mesi di incontri, discussioni e proclami sull’esigenza di sbloccare i cantieri e gli investimenti pubblici fermi al palo, oltre a metter mano in modo significativo ad un codice degli appalti che, in questi anni, non ha saputo in alcun modo favorire quel processo di ammodernamento e di messa in sicurezza del Paese che a più riprese non solo il nostro settore, ma il mondo delle imprese e le stesse amministrazioni locali, hanno richiesto”.

“In secondo luogo sono i contenuti a mancare in questo decreto. – sottolinea ancora Piazza – Di quanto richiesto dal mondo produttivo non vi è praticamente nulla. Manca un elenco delle opere da sbloccare e, più in generale, non è stata accolta la maggior parte delle richieste che come ANCE avevamo richiesto in tema di appalti, a cominciare dal ritorno in auge del massimo ribasso, preferita all’offerta economicamente più vantaggiosa”.

“Unici dati positivi - conclude - la semplificazione del subappalto, con l’eliminazione della terna che le imprese già oggi devono indicare in gara anche se sopravvive la soglia del 30%, e l’iter degli appalti per manutenzioni ordinarie e straordinarie, che potranno essere avviati sulla base del progetto definitivo e non esecutivo”.

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