Lecco, 28 luglio 2018   |  

Decreto Dignità: accordo raggiunto alla Fiocchi Munizioni

di Stefano Scaccabarozzi

Sindacati e proprietà hanno siglato un'intesa che prevede una trentina di assunzioni a tempo indeterminato e la salvaguardia degli altri contratti a tempo determinato.

fiocchi munizioni

Una trentina di assunzioni a tempo indeterminato e la proroga di oltre 50 contratti a tempo determinato fino al luglio del 2019, derogando sull'obbligo di causale. È questo l'accordo raggiunto alla Fiocchi Munizioni tra proprietà, sindacati (Fiom, Fim e Uilm) e Rsu per risolvere la questione degli 86 contratti a tempo determinato di prossima scadenza, a fronte delle modifiche introdotte dal Decreto Dignità.

Infatti coloro che che hanno in essere un contratto da più oltre 24 mesi rischiavano immediatamente di perdere il posto di lavoro, per chi invece ha un contratto da più di 12 mesi il decreto intima di inserire la causale. Inoltre una piccola parte di questi 86 lavoratori avevano il proprio contratto in scadenza a fine anno.

emilio castelli cislL'intesa raggiunta prevede l'assunzione a tempo indeterminato del 90% dei 32 lavoratori con contratto in essere da più di 24 mesi e il prolungamento senza causale di tutti gli altri contratti fino a luglio 2019. Su richiesta dell'azienda inserite nell'accordo anche alcune flessibilità orarie.

Un accordo aziendale che in parte deroga alle modifiche introdotte dal Governo per garantire, nella gestione di questa fase transitoria, i livelli occupazionali. A spiegare le ragioni di questa scelta è Emilio Castelli della Fim-Cisl: «Di fronte a una situazione ancora non chiara, con il decreto che è in una fase transitoria in attesa di capire quale modifiche e quali applicazioni saranno definite in sede di conversione in legge, come organizzazioni sindacali abbiamo deciso di derogare in parte al decreto, come previsto dalle norme, con un accordo aziendale. Tra settembre e novembre, quando sarà chiaro il testo della normativa, ci ritroveremo per andare a fare la gestione dei restanti contratti a tempo determinato».

Insomma una scelta fatta per dare risposta a lavoratori che in alcuni casi rischiavano di rimanere a casa già da mercoledì e in molti altri di perdere il posto di lavoro entro fine anno. «Abbiamo fatto un ragionamento – continua Castelli - che potesse tenere tutto in equilibrio, partendo dal fatto che negli ultimi tre anni in Fiocchi si era derogata la normativa arrivando ad avere 200 assunzioni a tempo indeterminato. I temi della lotta alla precarietà stanno molto a cuore alle nostre organizzazioni sindacali, ma riteniamo sia la scelta più intelligente per i lavoratori in questa fase transitoria».

Una soluzione che tiene anche conto del fatto che il mercato americano, quello di riferimento per la Fiocchi, ha frenato e che dunque l'azienda continua ad andare certamente bene, ma non benissimo come negli anni scorsi. A tale proposito verranno effettuati degli incontri per tenere monitorato l'andamento produttivo o occupazionale complessivo dell'azienda.

Enrico Azzaro Uilm

Enrico Azzaro

Soddisfazione viene espressa anche da Enrico Azzaro della Uilm: «A fronte del decreto Dignità, nel quale le organizzazioni sindacale trovano soddisfazione in quanto pone un limite alla deregulation dei contratti di somministrazione, è necessario intervenire su alcune problematiche da esso generate. Il decreto è entrato in vigore con effetto anche retroattivo e non tiene conte delle specificità degli accordi fatti a seguito del jobs act. Alla Fiocchi c'erano diversi contratti a termine in scadenza e quindi serviva trovare l'accordo giusto per garantire continuità lavorativa a decine di lavoratori. Questa è la ragione per cui siamo andati completamente in deroga sulla causale in modo tale da prorogare i contratti in essere a luglio 2019. A fronte di questa deroga abbiamo chiesto l'assunzione a tempo indeterminato di almeno il 90% dei lavoratori che avevano superato i 24 mesi».

Azzaro rivolge un messaggio anche al legislatore: «Sarebbe opportuno che la Politica ascoltasse le parti sociali prima di intervenire su questi temi. Apprezziamo l'obiettivo di mettere freno alla precarietà, ma se ci avessero coinvolto avremmo suggerito di inserire norme per gestire al meglio la fase transitoria, evitando di creare l'allarme per una possibile perdita di posti di lavoro. L'accordo in Fiocchi è la dimostrazione che laddove c'è un sindacato responsabile e pragmatico si possono trovare quelle soluzioni che possano tutelare i lavoratori e le prospettive di mercato dell'azienda».

Intanto a settembre i lavoratori della fabbrica di via Santa Barbara saranno chiamati a votare il nuovo accordo aziendale: «La Fiocchi – conclude Azzaro - ha voluto, pur richiedendo alcune flessibilità di orario, preservare l'occupazione nonostante il rallentamento del mercato nord americano. Questo è un fattore che ci dà fiducia. A settembre presenteremo ai lavoratori una piattaforma che sarà anche innovativa sul rinnovo del contratto aziendale».

cantatore

Giuseppe Cantatore

Una deroga, quella che caratterizza l'accordo alla Fiocchi, frutto anche degli sforzi a stabilizzare i lavoratori messi in campo negli ultimi anni dall'azienda come spiega Giuseppe Cantatore della Fiom: «Il Decreto Dignità interviene su temi per noi importanti come la causale e la riduzione della durata dei contratti a tempo determinato. Ci sono poi altre parti, come la reintroduzione dei voucher, che invece riteniamo contraddittorie. Il vero problema è però quello che non ha una fase transitoria, divenendo nei fatti retroattivo per le aziende. Questo ci ha indotto a studiare una soluzione temporanea e straordinaria nei confronti di un'azienda come la Fiocchi che non ha usato i contratti a tempo determinato per speculare, ridurre costi, fare turnover, ma come elemento per costruire delle professionalità poi da trasformare a tempo indeterminato. Prova ne è l'assunzione di quasi 200 dipendenti negli ultimi anni».

«Nei confronti di un'azienda del genere - continua Cantatore - ci siamo trovati a derogare sulla causale a fronte della stabilizzazione di una trentina di lavoratori e di un impegno futuro nei confronti degli altri contratti a tempo determinato prorogati. Questa della deroga è un'esigenza trasversale che sta nascendo dal mondo imprenditoriale, tanto che sembrerebbe possa essere inserita come norma transitoria dal Parlamento».

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