Calolzio, 02 giugno 2018   |  
Politica   |  Provincia

De Corato e Butti a Calolzio: servono i militari nelle stazioni

di Stefano Scaccabarozzi

Si lavora a un disegno di legge affinché Prefetti e Questori possano utilizzare l'esercito.

DSCN9448

Butti e De Corato

A un settimana dalle elezioni che porteranno al rinnovo dell'amministrazione comunale di Calolzio, Fratelli d'Italia, a sostegno del proprio candidato consigliere Fabio Mastroberardino e del candidato sindaco del centrodestra Marco Ghezzi, ha organizzato un sopralluogo alla stazione cittadina insieme all'assessore regionale Riccardo De Corato e all'onorevole, eletto nel collegio di Lecco, Alessio Butti.

DSCN9451De Corato fotografa in questo modo la situazione: «La situazione qui a Calolzio non è diversa da altre decine di stazioni che ho visitato. Mi aspetto che il nuovo ministro dell'Interno Salvini si renda conto che non ci sono uomini sufficienti per risolvere il problema con polizia e carabinieri sui treni. Non è possibile farlo nonostante tutti gli sforzi garantiti dal Prefetto di Lecco, all'organico nazionale mancano 20mila uomini. Alla Polfer sono solo in 80, un numero del tutto insufficiente. Per cui se a Milano hanno messo i militari nelle metrò, perché non possiamo metterli anche nelle stazioni di Trenord? Sono professionisti, sono consegnati nella Caserme, perché non possiamo utilizzarli?».

Regione Lombardia tramite Trenord sta portando avanti alcune contromisure: « In un mese – continua De Corato – sono stati buttati fuori oltre 6mila persone senza biglietto. Trenord può assumere guardie giurate che però non fanno timore se non sono accompagnate da qualcuno con l'uniforme. Trenord sta inoltre dotando i controllori di microcamere bodycam che trasmettono in diretta, ma anche lì serve che i pubblici ufficiali presidino la control room, altrimenti è inutile. Potranno essere degli importanti deterrenti. Alle 22 alcuni vagoni, quelli vuoti, saranno chiusi».

DSCN9431Sul tema Fratelli d'Italia intende agire anche a livello legislativo: «Nel giro di dieci giorni – spiega l'onorevole Butti - depositeremo una proposta di legge nazionale, elaborata con De Corato e con l'aiuto di Zamperini e Mastroberardino, che tolga ogni alibi a Questori e Prefetti per l'utilizzo dell'esercito per presidiare obiettivi sensibili e zone a rischio come è la stazione di Calolzio. Altro problema è che Rfi vuole chiudere, automatizzando, alcune biglietterie tra cui quella di Calolzio. Laddove è accaduto abbiamo avuto un aumento del problema della sicurezza perché mancherà un presidio. Poi magari chiuderà il bar e arriverà a 30 metri un centro per migranti. Allora lavoriamo con Rfi perché non accada o accada gradualmente con delle contromisure»

Il candidato consigliere Mastroberardino garantisce il suo impegno in caso di elezione: «Il primo punto del mio programma e del mio impegno è proprio la sicurezza che ritengo sia il problema principale di Calolzio. Il problema non c'è solo in stazione, ma la stazione è la maggiore criticità perché è un luogo che è stato abbandonato, in questi ultimi 5 anni si poteva fare molto di più. Ho voluto qui De Corato perché si rendesse conto della situazione, tramite la Regione ci sarà modo per migliorare la situazione, anche con i bandi per la videosorveglianza. Mi impegnerò a far tutto perché Calolzio partecipi. E dopo la messa in sicurezza, agiremo anche per ravvivare la zona perché il degrado porta degrado».

DSCN9445Presente anche il coordinatore provinciale Giacomo Zamperini: «Vogliamo manifestare la vicinanza ai cittadini di Calolzio che devono poter prendere il treno e muoversi in stazione senza alcun rischio. Siamo vicini alle forze dell'ordine e ringraziamo il personale di Trenord che ogni giorno rischia del proprio per far rispettare le regole. Chiediamo regole e legalità, la stazione di Calolzio e le zone limitrofe sono ormai abbandonate allo spaccio, al degrado e alla violenza, vogliamo che tornino luoghi sicuri. Agli stranieri che vivono qui a Calolzio diciamo che sono ospiti a casa nostra, benvenga chi è qui con documenti regolari e rispetta le nostre regole. Chi lavora e si è integrato è il ben accetto. Chi porta degrado, spaccio e violenza no».

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

21 Agosto 1991 la Lettonia dichiara l'indipendenza dall'Unione Sovietica

Social

newTwitter newYouTube newFB