Lecco, 02 ottobre 2017   |  

Dati mancanti della comunicazione fatture da valutare

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

Utile avere presente quali di questi dati devono essere indicati obbligatoriamente nella citata comunicazione e quali possono essere omessi

fisco conti

Il soggetto passivo IVA tenuto alla presentazione della comunicazione dei dati delle fatture emesse e ricevute (art. 21 del DL 78/2010) può trovarsi nella situazione in cui non è in possesso di tutti i dati richiesti per la predisposizione del citato adempimento.

È utile, pertanto, specie con riguardo al codice fiscale e alla partita IVA della controparte e ai suoi dati anagrafici nonché al numero del documento emesso o ricevuto, avere presente quali di questi dati devono essere indicati obbligatoriamente nella citata comunicazione e quali possono essere omessi (o i relativi campi compilati con stringhe particolari del tipo “Dato assente”) senza che ciò comporti lo scarto del file “Dati-Fatture” tramesso.

Per quanto concerne i campi “IdCodice” (partita IVA) e “CodiceFiscale”, riferiti alla controparte del soggetto che comunica, le specifiche tecniche precisano che:
- nell’ambito dei “Dati relativi alle fatture emesse” (DTE) la valorizzazione del blocco “IdFiscaleIVA” (il quale contiene i campi “IdCodice” e “IdPaese”) è “in alternativa non esclusiva” a quella del campo “CodiceFiscale” e lo stesso vale viceversa. In altri termini, la compilazione di uno dei due elementi rende non obbligatorio l’altro. Tale configurazione è coerente con la disciplina del contenuto della fattura (art. 21 comma 2 del DPR 633/72) secondo la quale per le fatture emesse nei confronti di soggetti che agiscono nell’esercizio d’impresa, arte o professione si indica la partita IVA o il numero di identificazione IVA (in caso di soggetti passivi UE), mentre per i documenti emessi verso soggetti che non agiscono nell’esercizio d’impresa, arte o professione e sono residenti o domiciliati nel territorio dello Stato si indica il codice fiscale;
- nell’ambito dei “Dati relativi alle fatture ricevute” (DTR) è richiesta la compilazione del campo “IdCodice”, mentre il campo “CodiceFiscale” ha natura opzionale.

Ci possono essere, tuttavia, situazioni nelle quali il soggetto tenuto alla comunicazione non ha a disposizione nessuno dei dati sopra descritti (tipicamente quando la controparte è un soggetto extra Ue).

Le FAQ dell’Agenzia delle Entrate hanno chiarito in proposito che:
- nel caso di fattura emessa verso un soggetto extra Ue dovrà essere valorizzato il campo “IdPaese” con l’identificativo dello Stato extra Ue e il campo “IdCodice” con un qualsiasi estremo identificativo del soggetto (es. cognome, nome e cognome, codice cliente, ecc.);
- nel caso di fattura emessa verso un soggetto privato Ue dovrà essere valorizzato il campo “IdPaese” con l’identificativo dello Stato Ue e il campo “IdCodice” con un qualsiasi estremo identificativo del soggetto.

Con riguardo ai dati contenuti nel blocco “AltriDatiIdentificativi” (es. denominazione, cognome, nome, sede) si deve tenere presente che la ris. Agenzia delle Entrate 5 luglio 2017 n. 87 ha chiarito la possibilità di valorizzare con la stringa “Dato assente” i dati richiesti con riguardo alla sede delle controparti, qualora le informazioni non siano disponibili.

Secondo le FAQ dell’Agenzia delle Entrate, inoltre, il documento di prassi citato “ha aperto alla possibilità di valorizzare con dati di default gli elementi non conosciuti relativi a tale blocco”. A titolo esemplificativo, è stata ammessa la possibilità di valorizzare l’elemento “Provincia” con il valore convenzionale “DA”. La descritta facoltà, pertanto, può essere utile qualora il soggetto passivo tenuto alla comunicazione dei dati delle fatture non sia in possesso degli ulteriori dati inclusi nel predetto blocco.

Il campo “Numero”, come si evince dalle specifiche tecniche e dal file Excel che riporta il tracciato XML dei file dati della comunicazione in esame, deve contenere il numero progressivo attribuito al documento cui si riferiscono i dati. Si tratta di un campo che richiede l’indicazione di valori in formato alfanumerico con una dimensione minima ammessa di un carattere e massima di 20 caratteri. Le FAQ dell’Agenzia delle Entrate hanno precisato che l’utilizzo nel predetto campo di sole lettere e numeri, pur essendo raccomandato al fine di agevolare l’individuazione di duplicati nei dati inviati, non è obbligatorio.

La circ. Agenzia delle Entrate 7 febbraio 2017 n. 1, analizzando le modalità di compilazione del campo “Numero”, ha chiarito che:
- per le fatture emesse deve essere sempre valorizzato, considerato fra l’altro che si tratta di un elemento obbligatorio della fattura (art. 21 comma 2 lett. b) del DPR 633/72), riportando esattamente il valore che è stato indicato nel documento;
- per le fatture ricevute invece, qualora il numero del documento non fosse disponibile, anche tenuto conto che costituisce un dato la cui indicazione nel registro degli acquisti (art. 25 del DPR 633/72) non è obbligatoria, è possibile indicare il valore “0”. Resta da capire se quest’ultima modalità di compilazione possa essere utilizzata anche nelle ipotesi in cui il numero del documento sia disponibile, ma presenti un formato o una dimensione non ammessa (es. un numero di caratteri superiori a 20).

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