Lecco, 19 febbraio 2018   |  

Data di efficacia costitutiva per gli elenchi dei soggetti in Split payment

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

Attribuita efficacia costitutiva agli elenchi pubblicati relativi ai soggetti tenuti all’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti

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Il Dipartimento delle Finanze, con una news pubblicata sul proprio sito internet il 7 febbraio 2018, ha confermato che è attribuita efficacia costitutiva agli elenchi pubblicati relativi ai soggetti tenuti all’applicazione del meccanismo della scissione dei pagamenti ai sensi dell’art. 17-ter comma 1-bis del DPR 633/72 (come da ultimo modificato dall’art. 3 del DL 148/2017 conv. L. 172/2017).

Tale conferma, che segue quanto chiarito nella circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 27/2017, considera la necessità del citato Dipartimento di monitorare e aggiornare costantemente i predetti elenchi per tenere conto delle segnalazioni che pervengono dai soggetti interessati.

L’art. 5-ter comma 2 del DM 23 gennaio 2015, come da ultimo sostituito dall’art. 1 del DM 9 gennaio 2018, ha previsto che l’elenco delle fondazioni, degli enti e delle società destinatarie del meccanismo dello split payment è pubblicato dal

Dipartimento delle Finanze entro il 20 ottobre di ciascun anno con effetti a valere per l’anno successivo. Non si tratta, tuttavia, di un elenco “statico”. Ad eccezione delle società quotate nell’indice FTSE MIB, i soggetti interessati possono, infatti, segnalare eventuali mancate o errate inclusioni presentando idonea documentazione e utilizzando il modulo di richiesta reperibile sulla pagina del sito internet del Dipartimento delle Finanze dedicata alla “Scissione dei pagamenti”.

Il citato Dipartimento provvede, se del caso, ad aggiornare gli elenchi. Considerata l’eliminazione del termine di 15 giorni per l’effettuazione delle predette segnalazioni (fissato nella previgente stesura dell’art. 5-ter e abrogato per effetto delle disposizioni contenute nel DM 9 gennaio 2018) l’aggiornamento degli elenchi avviene, quindi, in modo costante sulla base dei moduli di richiesta inviati dai soggetti interessati.

Alla luce dell’inclusione nell’elenco dei destinatari dello split payment, a fronte della prevista segnalazione, potevano sorgere dubbi in ordine al corretto trattamento delle operazioni effettuate nei confronti delle fondazioni, enti o società di nuova inclusione.

La questione poteva riguardare, in particolare, i fornitori che non avessero applicato il meccanismo dello split payment alle operazioni effettuate nei confronti di soggetti che successivamente erano stati inclusi nei suddetti elenchi, in presenza dei necessari requisiti.

A tale proposito il Dipartimento delle Finanze, al fine di tutelare il legittimo affidamento dei soggetti interessati, ha precisato che la disciplina dello split payment ha effetto dalla data di effettiva inclusione nell’elenco e di pubblicazione dello stesso sul sito internet del predetto Dipartimento. Ne consegue che, nel caso di avvenuta inclusione di un soggetto negli elenchi, il meccanismo dello split payment troverà applicazione solo a partire dal momento sopra delineato, mentre non ci dovrebbero essere conseguenze per le operazioni effettuate anteriormente nei confronti del soggetto interessato.

Apposita colonna per la data di inclusione

Il Dipartimento delle Finanze ha reso noto infine che, per agevolare la consultazione delle posizioni presenti negli elenchi in esame, è stata inserita un’apposita colonna la quale riporta la data di inclusione dei soggetti.

Si segnala, a tale proposito, che sono stati aggiornati al giorno 3 febbraio 2018 i seguenti elenchi:
- enti o società controllate dalle Amministrazioni centrali;
- enti o società controllate dalle Amministrazioni locali;
- enti, fondazioni o società partecipate per una percentuale complessiva del capitale non inferiore al 70% dalle Amministrazioni pubbliche.

Rimane aggiornato al giorno 17 gennaio 2018 l’elenco delle società controllate di fatto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e dai Ministeri (art. 2359 co. 1 n. 2 c.c.), mentre restano fermi al 19 dicembre 2017 l’elenco degli enti o società controllate dagli Enti nazionali di previdenza e assistenza e quello delle società quotate inserite nell’indice FTSE MIB della Borsa Italiana.

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