Lecco, 29 giugno 2020   |  

Dal 1° luglio auto in uso promiscuo ai dipendenti tassate in base all’inquinamento

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

Sono tuttavia ancora molti i dubbi applicativi con riferimento a tale disposizione

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Al via dal 1° luglio le nuove regole per la determinazione del fringe benefit per le auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti, volte ad agevolare le auto meno inquinanti. Sono tuttavia ancora molti i dubbi applicativi con riferimento a tale disposizione, non essendo stati ancora emanati chiarimenti ufficiali.

Riepilogando brevemente il quadro normativo, per gli autoveicoli concessi in uso promiscuo al dipendente con contratti stipulati fino al 30 giugno 2020, costituisce fringe benefit il 30% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle tabelle nazionali dell’ACI, al netto degli ammontari eventualmente trattenuti o corrisposti dal dipendente.

Per i veicoli concessi in uso promiscuo con contratti stipulati dal 1° luglio 2020, si applica, invece, la nuova versione dell’art. 51 comma 4 lett. a) del TUIR – come sostituito dall’art. 1 comma 632 della L. 160/2019 (legge di bilancio 2020) – in base al quale per i veicoli di nuova immatricolazione con valori di emissione di anidride carbonica non superiore a 60 g/km, si assume il 25% (importo poi elevato a seconda dell’emissione di CO2) dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle Tabelle nazionali dell’ACI, al netto degli ammontari eventualmente trattenuti al dipendente.

Pertanto, per le auto con emissioni di CO2 inferiori a 60g/km è stata prevista una misura del 25%, con una riduzione, quindi, rispetto all’attuale misura. La suddetta percentuale, tuttavia, sale a seconda del livello di emissioni di anidride carbonica. In particolare (si veda anche la tabella riepilogativa in calce all’articolo):

  • la percentuale è pari al 30% per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiori a 60 g/km ma non a 160 g/km;

  • la percentuale è pari al 40% per l’anno 2020 e al 50% a decorrere dal 2021 per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiori a 160 g/km ma non a 190 g/km;

  • la percentuale è pari al 50% per l’anno 2020 e al 60% a decorrere dal 2021 per i veicoli con valori di emissione di CO2 superiore a 190 g/km.

Occorrerà quindi individuare, sulla base delle emissioni di CO2 del mezzo di trasporto concesso in uso promiscuo, la percentuale applicabile per la determinazione del fringe benefit.
Le tabelle ACI pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 305 del 31 dicembre 2019 contengono i dati necessari ai fini del nuovo calcolo del fringe benefit.

Le nuove previsioni trovano applicazione per i veicoli di “nuova immatricolazione” con “contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020”.

Con riferimento alla decorrenza l’Agenzia non ha ancora sciolto i dubbi applicativi evidenziati a ridosso dell’entrata in vigore del provvedimento, non essendo chiaro se si debba fare riferimento al momento di assegnazione dell’auto al dipendente (quindi ai veicoli concessi in uso promiscuo con contratti di assegnazione stipulati dal 1° luglio) o al momento dell’acquisto dell’auto da parte del datore di lavoro (quindi ai veicoli concessi in uso promiscuo con contratti di acquisto dell’auto stipulati dal 1° luglio).

Dovrebbe rilevare la stipula del contratto di acquisto

In assenza di chiarimenti ufficiali, la soluzione probabilmente più corretta dovrebbe essere quella di considerare come momento rilevante la stipula del contratto di acquisto, leasing o noleggio dell’auto, a prescindere dal successivo momento di assegnazione al dipendente.

Occorre a tal riguardo considerare che il periodo di lockdown ha bloccato la produzione di autovetture in molti Paesi e rallentato le scelte decisionali delle imprese per cui, in assenza di un proroga normativa del termine, sarebbe razionale, almeno in chiave interpretativa, concedere qualche settimana in più al datore di lavoro, valorizzando la stipula del contratto e non la data di attribuzione al dipendente, sebbene anche questa soluzione sia sostenibile.



Inoltre, sulla base della formulazione letterale dell’art. 51, la nuova norma sembrerebbe applicarsi solo ai veicoli di “nuova immatricolazione”, circostanza questa non contemplata dalla previgente disposizione che, invece, si riferiva genericamente a tutti i veicoli. Anche sul punto sarebbe auspicabile un sollecito chiarimento ufficiale, considerando l’ormai prossima data del 1° luglio.Fringe benefit auto per contratti stipulati dal 1° luglio 2020

Valori di emissione di CO2 del veicolo

Percentuale per la determinazione del fringe benefit

minori o uguali a 60 g/km

25% dell’importo corrispondente a una percorrenza convenzionale di 15.000 chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di esercizio desumibile dalle Tabelle ACI

superiori a 60 g/km ma non a 160 g/km

30% del suddetto importo

superiori a 160 g/km ma non a 190 g/km

40% del suddetto importo (dal 2021 50%)

superiori a 190 g/km

50% del suddetto importo (dal 2021 60%)

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