Lecco, 08 gennaio 2018   |  

Dal 1° gennaio 2018 nuovo regime delle erogazioni liberali per il terzo settore

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

Sarà poi possibile fruire di maggiori benefici rispetto a quelli riconosciuti dalla disciplina previgente.

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La Fondazione nazionale commercialisti, data la diversa tempistica di entrata in vigore delle disposizioni che compongono il quadro normativo della riforma del Terzo settore, analizza le disposizioni relative alle agevolazioni fiscali operative a decorrere dal 1° gennaio 2018.

In linea generale, l’efficacia delle disposizioni fiscali introdotte dal DLgs. 117/2017 è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea e all’operatività del Registro unico nazionale del Terzo settore (Runts). Tuttavia, con riferimento ad alcune specifiche disposizioni è prevista l’entrata in vigore già dal 1° gennaio 2018.

Si tratta, in particolare, delle norme che regolano la detraibilità/deducibilità delle erogazioni liberali effettuate a favore degli enti del Terzo settore (art. 83 del DLgs. 117/2017), del Social bonus (art. 81), di alcune esenzioni e agevolazioni riconosciute ai fini dei tributi locali e delle imposte indirette (art. 82), nonché del nuovo regime di esenzione IRES dei redditi immobiliari riconosciuto alle organizzazioni di volontariato (art. 84 comma 2) e alle associazioni di promozione sociale (art. 85 comma 7).

Tali disposizioni trovano applicazione dal 1° gennaio 2018 e fino all’operatività del Runts con riferimento alle ONLUS, alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale iscritte nei relativi registri (art. 104 del DLgs. 117/2017). Dal periodo d’imposta successivo all’operatività del RUNTS, le misure fiscali in esame saranno applicabili a tutti gli enti del Terzo settore iscritti nel Registro.

In merito alla nuova disciplina delle erogazioni liberali, dopo aver riepilogato la previgente disciplina delle disposizioni che riconoscono detrazioni/deduzioni a favore dei soggetti che effettuano erogazioni liberali ad enti non commerciali, viene analizzata la nuova disciplina prevista dall’art. 83 del DLgs. 117/2017.

Il documento in commento rileva che il nuovo quadro normativo, oltre a conseguire il risultato di razionalizzare le misure agevolative in esame, comporta un ampliamento dell’ambito soggettivo di applicazione di tali misure di favore; infatti, mentre in precedenza le agevolazioni erano riservate per lo più alle erogazioni liberali disposte in favore delle ONLUS e di poche altre specifiche tipologie di enti non profit, con la nuova disciplina le agevolazioni sono riconosciute alle erogazioni liberali a favore di tutti gli enti del Terzo settore.

Entrando nel merito, il documento evidenzia poi che le agevolazioni delineate dall’art. 83 del DLgs. 117/2017 consentiranno, a partire dal 1° gennaio 2018, di fruire di maggiori benefici rispetto a quelli riconosciuti dalla disciplina previgente.

Soffermandosi sui profili di coordinamento temporale, viene evidenziato che il DLgs. 117/2017 ha abrogato le precedenti norme che regolano la detrazione e la deduzione delle erogazioni liberali (artt. 15 comma 1 lettere i-bis) e i-quater) e 100 comma 2 lettera l) del TUIR) a decorrere dal 3 agosto 2017, con il rischio che non risultasse “coperto” il periodo intercorrente dal 3 agosto 2017 al 1° gennaio 2018.

Tuttavia, la norma interpretativa introdotta dall’art. 5-sexies del DL 148/2017 ha chiarito che le disposizioni previgenti al Codice del Terzo settore continuano a trovare applicazione fino al 31 dicembre 2017.

Operativo anche il Social bonus

Sempre nell’ambito delle misure adottate al fine di incentivare le erogazioni liberali a favore degli enti del Terzo settore viene poi analizzato il “Social bonus”, anch’esso operativo dal 1° gennaio 2018.

L’art. 81 del DLgs. 117/2017 prevede un credito d’imposta dedicato a coloro che effettuano erogazioni liberali a favore degli enti del Terzo settore non commerciali che hanno presentato al Ministero del Lavoro e delle politiche sociali un progetto per sostenere il recupero degli immobili pubblici inutilizzati e dei beni mobili e immobili confiscati alla criminalità organizzata assegnati ai suddetti enti del Terzo settore. Il credito d’imposta è pari al 65% per le erogazioni effettuate da persone fisiche, nel limite del 15% del reddito imponibile, e al 50% per le erogazioni liberali effettuate da società, nei limiti del 5 per mille dei ricavi annui.

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