Lecco, 26 febbraio 2020   |  

Coronavirus. Cgil, Cisl e Uil scrivono al Prefetto: servono indicazioni

Per evitare comportamenti difformi, che generano ulteriore ansia e potenziali conflitti.

Da sinistra Diego Riva Rita Pavan Salvatore Monteduro

Pavan (Cisl), Riva (Cgil) e Monteduro (Uil)

Le segreterie territoriali di CGIL CISL UIL hanno inviato una lettera al prefetto Michele Formiglio per segnalare necessarie e anche urgenti disposizioni generali, sia nel settore pubblico che privato.

Tutto questo anche per evitare comportamenti difformi, che generano ulteriore ansia e potenziali conflitti. A protezione sia dei lavoratori sia dei cittadini vi è la necessità di indicazioni univoche e della fornitura di dotazioni di dispositivi di protezione. È fondamentale che nelle pubbliche amministrazioni e nelle imprese che svolgono servizi di pubblica utilità, vengano definite disposizioni uniformi da parte datoriale anche in ordine alle aperture o chiusure di sportelli.
Abbiamo inviato una missiva alle associazioni datoriali sottolineando la problematica legata ai genitori che, a fronte della chiusura delle scuole, si trovano nell'impossibilità di recarsi al lavoro, non avendo alcuno che possa prendersi cura dei figli. A tale proposito confidiamo e auspichiamo che le imprese favoriscano forme alternative al lavoro in azienda (lavoro agile, telelavoro o altro) per conciliare le esigenze familiari con quelle lavorative.

Le nostre strutture sindacali territoriali sono ovviamente a disposizione sia nella gestione dei rapporti con lavoratrici e lavoratori, sia per ulteriori canali di informazione con cittadine e cittadini. Abbiamo apprezzato la sensibilità e la celerità dimostrate dalle istituzioni, ma abbiamo manifestato la necessità di attivare maggiori confronti con le parti sociali, anche a livello territoriale, per raggiungere maggiore sinergia e forza allo scopo di una migliore collaborazione per risolvere il problema.

CGIL CISL UIL, a livello nazionale e regionale, stanno portando avanti proposte per tutelare lavoratrici, lavoratori, pensionate e pensionati, attivando un fitto dialogo con il governatore lombardo Attilio Fontana, con la ministra del Lavoro e delle Politiche sociali Nuzia Catalfo e con la ministra della Funzione pubblica Fabiana Dadone, per affrontare congiuntamente le ricadute sanitarie, economiche e sociali dell’emergenza.

Le Organizzazioni sindacali chiedono di rendere disponibili su tutto il territorio lombardo uguali tutele per le lavoratrici e i lavoratori per i quali le autorità competenti abbiano disposto la sospensione dal lavoro. Chiediamo alla Regione di farsi parte attiva nei confronti del Governo affinché gli ammortizzatori sociali esistenti (Cassa integrazione ordinaria e Fondo d’integrazione salariale) vengano opportunamente modificati rispetto a criteri di accesso, durata massima, utilizzo pregresso e affinché venga resa disponibile immediatamente anche la Cassa integrazione in Deroga a partire dall’utilizzo degli avanzi di gestione delle risorse residue degli scorsi anni, o richiedendo un fondo nazionale ad hoc.

Chiediamo l’individuazione di una misura a tutela dei lavoratori autonomi, collaboratori e partite iva, ugualmente coinvolti dagli interventi restrittivi della attività lavorativa.

Riteniamo utile potenziare e facilitare lo smartworking, chiedendo anche di anticipare i tempi del bando regionale rispetto a quelli attualmente previsti (per il prossimo 2 aprile).

In una fase delicata come quella che stiamo attraversando CGIL CISL UIL si impegnano, come sempre, a dimostrare massima responsabilità e spirito di servizio, contribuendo al non diffondersi di un clima di allarmismo e panico, aiutando le istituzioni a gestire la situazione in caso di necessità.

Diego Riva (Cgil), Rita Pavan (Cisl) e Monteduro (Uil)

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