Lecco, 01 settembre 2017   |  

Contributi per l'apprendistato: Il Ministero dà ragione a Confcommercio

"Si tratta di una risposta importante che conferma l'interpretazione proposta dalla nostra confederazione in materia di incentivi contributivi per le assunzioni".

welfare aziendale 19 giugno cattaneo

Il Ministero del Lavoro ha riconosciuto come legittima la richiesta avanzata da Confcommercio Imprese per l'Italia per quanto concerne gli incentivi contributivi per l'apprendistato di primo livello.

"Si tratta di una risposta importante che conferma l'interpretazione proposta dalla nostra confederazione in materia di incentivi contributivi per le assunzioni degli apprendisti di primo livello (apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, di istruzione secondaria superiore e il certificato di specializzazione tecnica superiore) - commenta il vicedirettore e responsabile dell'Ufficio Sindacale di Confcommercio Lecco, Andrea Cattaneo - E' evidente l'importanza delle riduzioni contributive che questa decisione porta con sé. Dopo questo parere favorevole toccherà all'Inps adottare gli opportuni adempimenti".

La questione, sottoposta all'Inps, riguardava i contenuti di una comunicazione in cui l'Istituto escludeva le riduzioni contributive previste in generale dall'art. 1, comma 773, Legge 296/2006 per le imprese fino a 9 dipendenti (1,5% primo anno, 3% secondo anno, 10% terzo anno), in favore di un'aliquota unica del 5%, applicabile a tutti i datori di lavoro a prescindere dal limite dimensionale, ciò in base ad un'erronea interpretazione dell'art. 32, Dlgs. 150/2015 (prorogato poi con legge di bilancio 2017).

"Confcommercio ha evidenziato l'incoerenza di tale interpretazione sia dal punto di vista letterale, sia rispetto alle finalità incentivanti della norma e ha chiesto una revisione di tale indirizzo, nel senso di applicare la riduzione prevista dall'art. 32 Dlgs. 150/2015 alla sola aliquota del 10%. Pertanto, secondo quanto da noi proposto, nel caso di imprese fino a 9 dipendenti, opererebbe la riduzione dal 10% al 5% per la contribuzione relativa al terzo anno di contratto, ma i primi due anni continuerebbero ad essere calcolati secondo le previsioni sopra citate (1,5% e 3%)".

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