Lecco, 27 luglio 2020   |  

Contributi a fondo perduto anche alle piccole imprese già in difficoltà

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

I nuovi chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate

fisco e imprese 2

Con la Circolare 21 luglio 2020, n. 22/E, l'Agenzia delle Entrate ha fornito ulteriori chiarimenti su casi specifici – in aggiunta a quelli già contenuti nella Circolare 13 giugno 2020, n. 15/E - in merito ai requisiti e alle modalità di fruizione dei contributi a fondo perduto riconosciuti dall'art. 25  del decreto “Rilancio” (D.L. 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modifiche dalla Legge 17 luglio 2020, n. 77), nonchè alle  modalità di determinazione del contributo e di restituzione dello stesso. Si ricorda che i contribuenti in possesso dei requisiti necessari hanno tempo fino al 13 agosto 2020 per richiedere il beneficio, o fino al 24 agosto nel caso di eredi che continuano l’attività per conto del soggetto deceduto.

 

Nel prospetto che segue si riporta una sintesi del documento di prassi in esame, con particolare riferimento alle precisazioni relative all'ambito soggettivo di applicazione della misura. 

AMBITO SOGGETTIVO: COSA DICE la LEGGE

SOGGETTI AMMESSI

Soggetti titolari di reddito d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita Iva.

SOGGETTI ESCLUSI

Non possono usufruire del contributo:

  • i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell'istanza;

  • gli enti pubblici di cui all’art. 74 del Tuir;

  • gli intermediari finanziari e società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del Tuir;

  • i soggetti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27, 38 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modifiche dalla Legge n. 27/2020 ;

  • i lavoratori dipendenti e i professionisti iscritti alle Casse previdenziali private di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103.

AMBITO SOGGETTIVO: le RISPOSTE dell'AGENZIA delle ENTRATE

Prima di analizzare i chiarimenti contenuti nella Circolare n. 22/E/2020, si richiamano alcune precisazioni fornite con la citata Circolare n. 15/E/2020 , laddove era stato ribadito che la misura interessa:

  • gli imprenditori individuali,

  • le snc e sas che producono reddito d’impresa, indipendentemente dal regime contabile adottato,

  • i soggetti che producono reddito agrario, sia su base catastale, sia come reddito d’impresa,

  • i soggetti Ires di cui all’art. 73, comma 1, lettere a) e b), del Tuir,

  • le stabili organizzazioni di soggetti non residenti ex art. 73, comma 1, lettera d), del Tuir,

  • gli enti non commerciali che esercitano, in via non prevalente o esclusiva, un’attività in regime di impresa,

  • le persone fisiche e le associazioni ex art. 5, comma 3, lettera c), del Tuir che esercitano arti e professioni,

  • le cooperative che svolgono attività di impresa agricola o commerciale,

  • le società tra professionisti (Stp), nonché i soggetti in regime forfetario ex art. 1, commi 54 e seguenti, della Legge n. 190/2014 (legge di Stabilità 2015).

Ne sono invece esclusi:

  • i soggetti la cui attività risulti cessata alla data di presentazione dell'istanza,

  • gli enti pubblici di cui all'art. 74 del Tuir,

  • gli intermediari finanziari e le società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del medesimo Testo Unico,

  • i soggetti che hanno diritto alla percezione delle indennità previste dagli articoli 27 e 38 del D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modifiche dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27 (decreto “Cura Italia”),

  • i liberi professionisti con partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020, iscritti alla Gestione separata,

  • i collaboratori coordinati e continuativi attivi alla data del 23 febbraio 2020, iscritti alla Gestione separata,

  • i lavoratori dello spettacolo iscritti al Fondo pensioni dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nel 2019 al medesimo Fondo e che hanno prodotto nel medesimo anno un reddito non superiore a 50mila euro,

  • i lavoratori dipendenti,

  • i professionisti iscritti alle Casse previdenziali private di cui ai decreti legislativi 30 giugno 1994, n. 509 e 10 febbraio 1996, n. 103,

  • gli enti e le persone fisiche che producono redditi non inclusi tra quelli d’impresa o agrario (ad esempio: lavoratori autonomi occasionali).

* * *

Di seguito i chiarimenti contenuti nella Circolare 21 luglio 2020, n. 22/E, con riferimento all'ambito soggettivo: di particolare rilievo le risposte ai quesiti riferiti alla posizione dei professionisti

PROFESSIONISTI

La circolare in commento conferma l'esclusione dei contribuenti (come ad esempio i professionisti) che rientrano nell’ambito soggettivo degli artt. 2738 del decreto “Cura Italia” (D.L. 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modifiche dalla Legge 24 aprile 2020, n. 27), indipendentemente dalla circostanza che siano o meno soddisfatti i requisiti di carattere oggettivo previsti dai predetti artt. 27 e 38 . Tale esclusione si applica anche ai soggetti che fruiscono delle indennità di cui all’art. 84, comma 2 del richiamato decreto “Rilancio”.

STUDI ASSOCIATI

Sono esclusi gli studi associati composti da professionisti iscritti alle Casse di Previdenza.

SOCIETÀ in LIQUIDAZIONE VOLONTARIA

In linea generale, se la fase di liquidazione è già stata avviata alla data del 31 gennaio 2020 (cioè al momento della dichiarazione dello stato di emergenza Covid-19), non è possibile usufruire del contributo, in quanto l’attività ordinaria risulta interrotta in ragione di eventi diversi da quelli determinati dall’emergenza stessa. Rientrano invece nell'ambito applicativo della misura le società la cui fase di liquidazione sia stata avviata successivamente al 31 gennaio 2020.

IMPRESE in DIFFICOLTÀ

Possono accedere al contributo le microimprese e le piccole imprese che risultavano già in difficoltà al 31 dicembre 2019 in base alle definizione di cui all’art. 2, punto 18, del Regolamento (UE) n. 651/2014 , purché non siano soggette a procedure concorsuali per insolvenza ai sensi del diritto nazionale e non abbiano ricevuto aiuti per il salvataggio (che non abbiano rimborsato) o aiuti per la ristrutturazione (e siano ancora oggetto di un piano di ristrutturazione).

LAVORATORI AUTONOMI e DIPENDENTI

Possono usufruire del contributo in esame le persone fisiche che esercitano attività d’impresa o di lavoro autonomo, oppure siano titolari di reddito agrario, che contestualmente possiedono lo status di lavoratore dipendente, fermi restando gli altri requisiti previsti dalla norma.

SOCI e LAVORATORI DIPENDENTI

Alle medesime conclusioni esposte sopra si deve approdare con riferimento ai soci lavoratori dipendenti: al riguardo la circolare riporta l'esempio dei soci di una società che assumono anche il ruolo di dipendenti di quest'ultima: la società può infatti fruire del contributo.

SOCI e PROFESSIONISTI

Nel caso in cui i soci di una società assumano anche il ruolo di professionisti iscritti esclusivamente alla gestione separata, la società potrà usufruire del contributo a fondo perduto (anche in questa ipotesi, semprechè sussistano tutti gli altri requisiti).

IMPRENDITORE con DIRITTO all'INDENNITÀ COVID

Nel caso in cui un soggetto eserciti attività d’impresa (o sia titolare di reddito agrario) e contestualmente rientri in una delle categorie di esclusione prevista dall'art. 25, comma 2 , del decreto “Rilancio”, egli può comunque fruire del contributo a fondo perduto esclusivamente in relazione alle attività ammesse al contributo stesso, fermo restando il rispetto degli ulteriori requisiti previsti.

FATTURATO “ZERO”

Non possono usufruire del contributo i soggetti, diversi da quelli costituiti dopo il 31 dicembre 2018, per i quali l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e del mese di aprile 2019 risulti pari a zero (ad esempio in caso di attività stagionale): in tal caso, infatti, non è soddisfatto il requisito del calo del fatturato.

SCISSIONE di SOCIETÀ

In caso di scissione societaria perfezionatasi nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 30 aprile 2020, i requisiti relativi alla soglia massima di ricavi (o compensi) e alla riduzione del fatturato devono essere determinati in relazione all’ammontare dei ricavi e del fatturato direttamente riferibili al ramo d’azienda oggetto di assegnazione.

CESSIONE - CONFERIMENTO d'AZIENDA

Per i soggetti costituiti nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 30 aprile 2020 a seguito di cessione o di conferimento d’azienda, così come nei casi in cui l’azienda sia pervenuta a seguito di donazione oppure sia oggetto di un contratto d’affitto d’azienda, sia in relazione alle modalità di determinazione della soglia massima ricavi o compensi, sia per quanto riguarda il calcolo della riduzione di del fatturato, rilevano i valori riferibili all’azienda oggetto del trasferimento.

SOCIO SUPERSTITE di SOCIETÀ di PERSONE

Qualora, nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 30 aprile 2020, l’attività esercitata da una società di persone prosegua in capo all’unico socio superstite come impresa individuale, ai fini della determinazione della riduzione del fatturato rileva l’ammontare relativo al 2019 della società di persone esistente in data antecedente all’operazione di riorganizzazione.

SOGGETTI COSTITUITI dal 1° GENNAIO 2019

Possono usufruire del contributo i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° gennaio 2019, e quindi i soggetti per i quali la data di apertura della partita Iva - ai sensi dell’art. 35 del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633 - coincide o è successiva a tale data, a prescindere dalla data di inizio effettivo dell’attività.

CONSORZI tra IMPRESE

La circolare precisa che i consorzi tra imprese - riconducibili ai soggetti di cui all’art. 73 del Tuir - non possono fruire del contributo a fondo perduto a causa “della peculiare natura di tali soggetti, che si limitano ad operare il ribaltamento dei costi/proventi percepiti alle imprese che ne fanno parte”. Queste ultime, invece, sono ammesse.

AGENTI e RAPPRESENTANTI di COMMERCIO

Gli agenti e rappresentati di commercio che producono reddito d’impresa e che contestualmente sono iscritti presso la Gestione commercianti dell’Inps e la Fondazione Enasarco possono fruire del contributo in esame.

SOCIETÀ IMMOBILIARI

Un’impresa che ha come attività principale la locazione di immobili di proprietà - la cui data di inizio attività (o apertura della partita Iva) è antecedente al 31 dicembre 2018 - che ha intrapreso una nuova attività in un diverso settore, successivamente al 1° gennaio 2019, ai fini della determinazione dei requisiti di accesso deve tener conto di tutte le attività esercitate.

 



Riferimenti normativi:

 

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