Lecco, 23 agosto 2017   |  

Connessi e solitari. Di cosa ci priva la vita online

di Gabriella Stucchi

Il libro è molto interessante, ricco di citazioni di papa Francesco e altri esperti e studiosi dei mezzi di comunicazione, per coniugare la grandezza delle nuove possibilità offerte dai media con la bellezza del rapporto personale,

Connessi...

Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione della Santa Sede, inizia analizzando il mutamento avvenuto nel corso degli ultimi decenni nel rapporto tra media e società. La società e i media oggi non sono da intendere più come due poli distinti e contrapposti, ma rappresentano una cosa sola. È necessario quindi cogliere le sfide e le prospettive dei media digitali, affinché l’emergente antropologia mediale possa esprimersi sempre più in termini di piena umanità.

L’autore cita un passo di U. Galimberti (professore ordinario all’Università Ca' Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia) in cui rileva come ognuno apprenda dalla televisione o attraverso internet tutto ciò che prima si apprendeva dal mondo in cui viveva (gioia, dolore, religione, politica, mercato, guerra....). Questo da una parte accresce gli ambiti informativi, ma dall’altra affievolisce la conversazione faccia a faccia, togliendoci il volto dei nostri interlocutori.
Lo stesso avviene con l’invio di messaggi e mail, afferma S. Turkle, sociologa e psicologa statunitense, che nota come ci nascondiamo l’un l’altro, pur essendo costantemente connessi.
Da qui il «il senso di orfanezza, il vuoto e la solitudine» (papa Francesco) che caratterizzano i nostri cuori, facendo perdere ad essi la capacità della tenerezza e dello stupore.

Viviamo in una “condizione postmediale” (R. Eugeni, docente all’Università Cattolica di Brescia), in cui non è più possibile stabilire con chiarezza che cosa è media e che cosa non lo è. Siamo, inoltre, tutti sotto controllo, con telecamere, videosorveglianza, ma anche la nostra attività attraverso i media è verificabile, localizzabile.

Altro aspetto rilevato è il “radicamento” degli smartphone nella nostra esistenza, oltre ai cellulari: essi incidono anche negativamente sulla nostra conversazione e interazione. Occorre uno sforzo per recuperare la conversazione vis-a-vis e per ritrovare un dialogo attento e presente con l’altro.

La rete poi si connette sempre più con le pratiche del mondo economico imprimendo un carattere fortemente utilitaristico. Da qui il richiamo a una maggiore umanità, responsabilità e sensibilità etica, recuperando la reciprocità; l’invito a un rapporto tra le persone che tendono a un unico obiettivo, il bene comune. È essenziale ristabilire la gratuità che spinge a compiere un’azione a prescindere dall’utile che ne può derivare.
Si parla di new economy e net economy: tutto avviene a distanza, senza contatti se non virtuali, senza confronto e contrattazione.

Si può dire senz’altro che i media introducono criteri diversi, nuovi per la coltivazione di relazioni.

Mons. Viganò conclude evidenziando la necessità di un’ecologia della rete e dell’ambiente digitale, fruibile da tutti, per «far crescere un’antropologia capace di rafforzare e arricchire le relazioni sociali e insieme attenta a coltivare la dimensione trascendente dell’esistenza umana». È indispensabile quindi la progettazione di politiche educative che siano sì aperte al futuro, ma insieme ci proiettino verso l’Infinito, da cui dipende la nostra esistenza.

Il libro è molto interessante, ricco di citazioni di papa Francesco e altri esperti e studiosi dei mezzi di comunicazione, per coniugare la grandezza delle nuove possibilità offerte dai media con la bellezza del rapporto personale, innanzitutto con Dio, il Creatore, e con i fratelli con cui condividiamo la quotidianità.

Dario Edoardo Viganò CONNESSI E SOLITARI - Di cosa ci priva la vita online - EDB – euro 8.00

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