Lecco, 23 marzo 2020   |  

Confindustria Lecco: "Garantire le filiere essenziali"

"Vediamo nel documento finale l’intenzione di dare continuità ai settori considerati strategici, con la loro filiera".

lorenzo riva 2017


È stato reso noto della serata di ieri, domenica 22 marzo, il DPCM che introduce ulteriori misure per il contenimento della diffusione del Coronavirus.

“Al di là del fatto che, dopo l’annuncio nella tarda serata di sabato abbiamo dovuto attendere sino a domenica in fine giornata per indicazioni puntuali ed ufficiali rispetto ai contenuti del documento, cosa che ha creato non pochi problemi organizzativi alle imprese - evidenzia il Presidente di Confindustria Lecco e Sondrio, Lorenzo Riva - vediamo nel documento finale l’intenzione di dare continuità ai settori considerati strategici, con la loro filiera. Un tema importante, quello della filiera, perché le attività industriali sono interconnesse e per garantire la continuità dei settori fondamentali, ad esempio la farmaceutica e l’alimentare, è evidente come sia necessario che tutta la filiera continui a lavorare senza interruzioni”.

“Nella scelta di non interrompere l’attività di alcune aziende, vi è il senso di responsabilità di non fare venire meno il soddisfacimento dei bisogni essenziali e di tutelare quelle attività che sono di interesse nazionale strategico – continua il Presidente Riva. Credo che questo sia nell’interesse di tutti. Ovviamente, deve restare e resta altissima l’attenzione su tutte le misure atte a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori, che sta a cuore a tutti noi, e il pieno rispetto dei protocolli messi a punto a tal fine”.

“Questo è un momento difficilissimo per il Paese e, nell’immediato, gli obiettivi da raggiungere subito sono quelli di non interrompere la filiera essenziale dei beni che devono arrivare nei supermercati, nei punti vendita alimentari e nelle farmacie, ma anche garantire liquidità al sistema delle imprese – conclude Lorenzo Riva. Dobbiamo però pensare sin da subito alle strategie di sostegno alla nostra economia, già provatissima. Serve un piano di ampia portata con risorse importanti, anche europee, per evitare che le conseguenze della crisi attuale diventino irreversibili”.

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