Lecco, 18 dicembre 2017   |  
Economia   |  Turismo

Con la Bocconi nasce a Lecco “L'Università del Turismo”

di Stefano Scaccabarozzi

L'annuncio di Confcommercio: da marzo 2018 al via un corso di alta formazione per operatori del settore.

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Antonio Peccati e Alberto Riva

Era il grande obiettivo annunciato da Confcommercio Lecco a inizio 2017 e ora, dodici mesi dopo, trova concretezza. Partirà infatti nel mese di marzo del 2018, in collaborazione con l'Università Bocconi, il primo corso di alta formazione per operatori del settore turistico.

Ad annunciarlo con grande soddisfazione il presidente dei commercianti lecchesi Antonio Peccati: «Meno di un anno fa avevamo lanciato il progetto dell'università del Turismo per dare a giovani del territorio opportunità lavorative, ma anche per abbellire il nostro territorio in funzione dei turisti stranieri sempre più presenti. Lecco sta cambiando pelle: le fabbriche continuano a chiudere, ormai siamo passati dal manifatturiero al terziario, con la vocazione turistica visto il bellissimo lago e le bellissime montagne. Non siamo ancora pronti, ma dobbiamo prepararci e per questo ci serve un'Università che diventi un'eccellenza».

Il progetto, che coinvolgerà anche le associazione dei commercianti di Bergamo, Como e Sondrio, è nato al termine di un percorso che ha visto Confcommercio dialogare prima con l'Università di Trento, poi con la Bicocca e il Politecnico e infine con la Bocconi: «abbiamo trovato l'accordo con la Bocconi per partire il prossimo anno con un corso di alta formazione per 20-25 persone che avremo l'orgoglio di far nascere a Lecco. Il turismo – continua Peccati - non si può improvvisare, né si può lavorare per spot, solo con bandi o concorsi. Bisogna insegnare alla gente a fare turismo».

Una prima sessione è prevista nei mesi di marzo e aprile, una seconda tra ottobre e novembre e saranno probabilmente ospitate presso il Collegio Volta. Il corso, con docenti della Bocconi, inizialmente sarà garantito per tre anni, per poi cercare di implementarlo: «Cercheremo di selezionare gli iscritti in modo di avere un gruppo abbastanza omogeneo su cui tarare il corso. Gradiremmo persone diplomate o laureate, ma senza nessuna preclusione perché l'esperienza maturata sul campo sicuramente vale anche di più. Non sarebbe male che partecipasse qualche persona pubblica che poi ha la responsabilità del turismo sul territorio. C'è sempre da imparare», conclude Peccati.

 

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