Lecco, 09 settembre 2019   |  

Comunicazione dal 1° al 31 ottobre per il bonus investimenti pubblicitari 2019

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

Resta ferma la modalità di accesso al credito d’imposta.

fisco

Il credito d’imposta per investimenti pubblicitari di cui all’art. 57-bis del DL 50/2017 è operativo, nonostante alcune modifiche, anche per il 2019. Lo ha previsto l’art. 3-bis del DL 28 giugno 2019 n. 59, inserito in sede di conversione in L. 8 agosto 2019 n. 81, che ha riformulato la misura dell’agevolazione e individuato le necessarie coperture.

Si ricorda che nella versione previgente l’art. 57-bis del DL 50/2017 citato, pur prevedendo un meccanismo di regolamentazione della misura virtualmente “a regime”, aveva tuttavia espressamente disposto il finanziamento soltanto per il biennio 2017-2018.

A seguito delle modifiche apportate dal citato DL 59/2019, il nuovo comma 1-bis dell’art. 57-bis del DL 50/2017 prevede che a decorrere dall’anno 2019 il credito d’imposta sia concesso, alle stesse condizioni e ai medesimi soggetti previsti per il 2018, nella misura unica del 75% del valore incrementale degli investimenti effettuati.

Non cambiano quindi le condizioni richieste per l’accesso all’agevolazione. Sono ammessi, in estrema sintesi, imprese, lavoratori autonomi ed enti non commerciali che effettuano investimenti incrementali in campagne pubblicitarie sulla stampa quotidiana e periodica (anche on line) e sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali. L’incremento, si ricorda, deve essere almeno dell’1% rispetto agli analoghi investimenti del periodo precedente.

Dal 2019 viene, tuttavia, prevista un’unica misura del credito d’imposta per tutti i soggetti, pari al 75% del valore degli investimenti incrementali effettuati.
Viene quindi meno il riconoscimento della misura “maggiore” del 90% per le start up e le PMI innovative previsto in precedenza (misura comunque soggetta ad autorizzazione europea).

Resta comunque fermo il rispetto del limite massimo di spesa, come stabilito ai sensi del novellato comma 3 dell’art. 57-bis. Tale disposizione prevede che per gli anni successivi al 2018, alla copertura degli oneri per la concessione del credito d’imposta si provvede mediante utilizzo delle risorse del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di cui all’art. 1 della L. n. 198/2016, nel limite complessivo, che costituisce tetto di spesa, determinato annualmente con apposito DPCM, che dovrà essere emanato entro il 31 marzo di ciascun anno (termine di scadenza previsto dall’art. 5, comma 1, del DPCM 16 maggio 2018 n. 90 per l’invio delle comunicazioni per l’accesso al credito d’imposta).

In ogni caso, il credito d’imposta in commento è concesso ai sensi e nei limiti dei regimi degli aiuti de minimis disciplinati dai Regolamenti Ue n. 1407/2013 (regime generale), n. 1408/2013 (settore agricolo) e n. 717/2014 (settore della pesca e dell’acquacoltura).


Resta ferma la modalità di accesso al credito d’imposta

Per espressa previsione normativa, ai fini della concessione del credito d’imposta si continua ad applicare il regolamento di cui al DPCM 16 maggio 2018 n. 90.
Pertanto, al fine di accedere al beneficio, i soggetti interessati dovranno presentare, mediante l’apposito modello, la “comunicazione per l’accesso al credito d’imposta”, contenente i dati degli investimenti effettuati o da effettuare nell’anno agevolato.

Il nuovo comma 1-bis dell’art. 57-bis del DL 50/2017 dispone che per l’anno 2019 le comunicazioni per l’accesso al credito d’imposta devono essere presentate dal 1° al 31 ottobre 2019 (in luogo del termine “ordinario” fissato dal 1° al 31 marzo dell’anno, ormai trascorso per il 2019).

In assenza di specifiche disposizioni in senso contrario e salvo diversa indicazione, la presentazione della dichiarazione sostitutiva relativa agli investimenti effettuati” – resa per dichiarare che gli investimenti indicati nella comunicazione per l’accesso al credito d’imposta, presentata in precedenza, sono stati effettivamente realizzati nell’anno agevolato e che gli stessi soddisfano i requisiti richiesti – dovrebbe invece avvenire nei termini previsti “a regime”, vale a dire dal 1° al 31 gennaio 2020 (le istruzioni al modello di comunicazione fissano, infatti, come termine “a regime” il periodo dal 1° al 31 gennaio dell’anno successivo).

Si ricorda che, ai fini della concessione dell’agevolazione, non rileva l’ordine cronologico di presentazione delle domande. Nell’ipotesi di insufficienza delle risorse disponibili, infatti, è prevista la ripartizione percentuale tra tutti i soggetti che, nel rispetto dei requisiti e delle condizioni di ammissibilità, hanno presentato nei termini la comunicazione telematica (risposte Presidenza del Consiglio dei Ministri 19 ottobre 2018).

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