Lecco, 09 aprile 2018   |  

Comunicazione all’Enea per il recupero edilizio ancora nell’incertezza

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

Aggiornata la guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali”

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L’Agenzia delle Entrate ha come di consueto aggiornato la guida “Ristrutturazioni edilizie: le agevolazioni fiscali” alla luce delle novità contenute nella L. 205/2017 (legge di bilancio 2018), pubblicata il 16 marzo 2018.

Oltre a ricordare che la detrazione IRPEF di cui all’art. 16-bis del TUIR spetta nella misura del 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2018 per gli interventi volti al recupero edilizio, il documento evidenzia che dal 2018 sono beneficiari dell’agevolazione anche gli Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati, e i soggetti che hanno finalità analoghe, tra cui le cooperative di abitazione a proprietà indivisa. In questo caso gli interventi di recupero devono essere realizzati su immobili di loro proprietà, o gestiti per conto dei Comuni, adibiti a edilizia residenziale pubblica, mentre per le cooperative a proprietà indivisa gli immobili devono essere dalle stesse posseduti e assegnati in godimento ai propri soci.

In relazione al nuovo adempimento introdotto dalla legge di bilancio 2018, invece, la guida non sembra fornire molti chiarimenti. Ci riferiamo alla nuova comunicazione da inviare all’ENEA per gli interventi di recupero edilizio prevista dal comma 2-bis dell’art. 16 del DL 63/2013 il quale prevede che “al fine di effettuare il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito a seguito della realizzazione degli interventi di cui al presente articolo, in analogia a quanto già previsto in materia di detrazioni fiscali per la riqualificazione energetica degli edifici, sono trasmesse per via telematica all’ENEA le informazioni sugli interventi effettuati”.

Da una prima interpretazione, considerato il fine del nuovo adempimento di “effettuare il monitoraggio e la valutazione del risparmio energetico conseguito a seguito della realizzazione degli interventi”, sembrava che la comunicazione dovesse essere inviata soltanto per quegli interventi di recupero che sono anche volti al risparmio energetico (lett. h) dell’art. 16-bis comma 1 del TUIR).

Al riguardo, la guida dell’Agenzia delle Entrate non aiuta a capire, anzi.

Seppur venga ribadito che la nuova comunicazione è necessaria per monitorare e valutare il risparmio energetico conseguito, infatti, la comunicazione potrebbe dover essere trasmessa per tutti gli interventi di recupero edilizio.

Inattivo il nuovo sito ENEA

Sul punto attendiamo chiarimenti ufficiali, assieme alla definizione delle modalità e della tempistica per la trasmissione all’ENEA della comunicazione. Quel che è certo è che, al 16 marzo 2018, non è stato ancora attivato il nuovo sito http://finanziaria2018.enea.it e, quindi, non è possibile trasmettere i dati relativi agli interventi conclusi a partire dal 1° gennaio 2018 (di riqualificazione o di recupero edilizio che siano).

Nella sezione della guida dedicata all’agevolazione IVA, l’Agenzia delle Entrate ricorda che sulle prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, realizzati su unità abitative, è applicabile l’aliquota del 10% (riduzione che interessa anche gli interventi di restauro e risanamento conservativo, di ristrutturazione edilizia e di ristrutturazione urbanistica). Quanto ai beni, l’agevolazione, che si applica se gli stessi sono ceduti nell’ambito di un contratto di appalto, trova un limite relativamente a quelli “di valore significativo” (individuati dal DM 29 dicembre 1999). In pratica, come indicato nel documento dell’Agenzia, è possibile usufruire dell’aliquota agevolata solo sulla differenza fra il valore complessivo della prestazione e quello dei beni “significativi”.

Sul tema è intervenuta recentemente la legge di bilancio 2018 (si veda l’art. 1 comma 19 L. 27 dicembre 2017 n. 205) con un’interpretazione, richiamata nella guida, che consente di individuare correttamente il valore dei beni “significativi” forniti nell’ambito di interventi di recupero, nella circostanza in cui vi siano delle parti “staccate” del bene stesso. Queste non devono, infatti, essere incluse nel valore del bene “significativo” se hanno un’autonomia funzionale rispetto al manufatto principale e possono, così, beneficiare dell’aliquota ridotta del 10%.

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