Lecco, 16 luglio 2018   |  

"Come Don Milani: l'ha amata così tanto che l'ha donata una seconda volta a tanti suoi figli"

"Ci ha insegnato che non è più tempo delle elemosine, ma delle scelte".

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Io ho conosciuto tantissimi anni fa la signora Calvetti.

Dentro quella casa, vicino lo stadio, che aveva tante voci e nessuna porta chiusa.

Facevo, vent’anni fa, il volontario al Commercio equo e solidale, avevamo bisogno di consigli, di relazioni.

E lì, in quella Casa Arcobaleno, ho imparato già allora che la signora Calvetti un po’ come don Lorenzo Milani era solidale fino a far brillare tutto il dono della vita e il suo equo era un equo tutt’altro che semplicemente matematico.

Era tracimante di sostegno verso gli altri, i suoi figli, chiunque aveva bisogno: che fosse una parola, un suggerimento, sempre un aiuto concreto.

E per questo era iniqua perché, appunto, come ricordava don Milani “Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”.

E lei faceva tutto per gli altri.

E’ stata maestra e quindi profeta, capace di scrutare (e alimentare) i “segni dei tempi”, indovinare (e far fiorire) negli occhi dei ragazzi le cose belle che essi vedranno chiare domani e che noi vediamo solo in confuso.

Ed è stato così.

Ci ha insegnato che non è più tempo delle elemosine, ma delle scelte.

In questi ultimi anni, non c'è stata occasione di reincontrarci.

Ma è stato così. Tutta questa bellezza, questa vita, questo futuro che è presente. Questo essere profeta è un insegnamento che continuavo a vederlo nei suoi figli.

lo sono diventato amico di uno di loro, Prashanth, che ha tutta la bontà d'animo, la gentilezza e il cuore della mamma.

Che oggi con stima e orgoglio, dopo il tempo del dolore più acuto, sono certo che possa amare la vita, che ha come penultimo passo la morte terrena, e essere sempre solare, essere sempre gli occhi e lo sguardo imparato dentro quella casa con tante voci e nessuna porta chiusa

Lui, insieme a tutti noi, ha un dovere in più, amare ancor più la vita e farsene carico perché è proprio quello che ha amato e fatto amare la sua mamma. L'ha amata così tanto che l'ha donata una seconda volta a tanti suoi figli.

Io credo davvero che proprio con la signora Calvetti si possano mutuare ancora le ultime parole di don Milani:

"Ho voluto più bene a voi che a Dio, ma ho speranza che lui non stia attento a queste sottigliezze e abbia scritto tutto al suo conto. Un abbraccio, vostro Lorenzo".

Un abbraccio Prashanth, un abbraccio signora Maria

Lettera Firmata

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