Lecco, 21 ottobre 2017   |  

Come ci si accostava alla Prima Comunione 70 anni fa

di Mario Stojanovic

A rimanere sempre uguale è il mistero dell'incontro di Gesù con l'anima semplice di un bambino.

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In questi giorni anche nelle parrocchie lecchesi e della Val San Martino sono iniziati i catechismi per i giovanissimi che nella primavera del 2018 riceveranno il sacramento dell'Eucaristia.

Sul notiziario della parrocchia di Sala di Calolziocorte è stato recentemente pubblicato un articolo con foto d epoca di 70 anni fa, del 15 maggio 1947, giorno della prima comunione.

Questa foto è spunto di rilfessione per ricordare come ci si preparava in quegli anni al sacramento della Prima Comunione.

All'epoca avveniva in prima elementare. I bambini venivano preparati al sacramento dalle suore che facevano studiare a memoria nozioni di catechismo e norme relative alla Confessione che si faceva il giorno precedente la prima Comunione. Questa si svolgeva durante la messa solenne domenicale e bisognava stare digiuni dalla mezzanotte.

Le bambine indossavano degli abiti lunghi bianchi che di solito si scambiavano tra sorelle, cugine e conoscenti, poiché farsene confezionare uno era una spesa che pochi potevano permettersi. Inoltre portavano anche un velo bianco fissato a una coroncina di fiori. I maschi cercavano d indossare il vestito più elegante che potessero avere e al braccio avevano una fascetta di raso bianca, riservata a quell'unica occasione.

All'inizio della celebrazione facevano il loro ingresso in chiesa accompagnati dai padrini e dalle madrine, che allora era d'obbligo. Ci si preparava a ricevere Gesù con la preghiera e si riceveva la comunione con tutti i compagni alla balaustra dell'altare, emozionati quando il sacerdote si fermava davanti a loro, alzando un poco l'ostia e pronunziando la formula in uso allora "Corpus domini nostri jesu. Christi custodiat animam tuam in vitam aeternam".

In quel momento si era in ansia pensando a tutte le raccomandazioni che avevano ricevuto nei giorni precedenti in famiglia: non fate cadere l'ostia, non toccatela con i denti, scioglietela in bocca ecc.

Terminata la messa i neo comunicandi si fermavano in chiesa per il ringraziamento, poi accompagnati dai padrini e dalle madrine, i bambini e le bambine si recavano al piccolo rinfresco preparato dalle suore.

Dopo questi ricordi non possiamo fare a meno di pensare a quanti cambiamenti sono avvenuti da allora, una cosa comunque è rimasta e rimarrà sempre uguale: il mistero dell'incontro di Gesù con l'anima semplice di un bambino.

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