Lecco, 22 luglio 2020   |  

Collera e luce. Un prete nella rivoluzione siriana

di Gabriella Stucchi

“Questo libro è un grido di un uomo, di un prete, che ha consacrato trent’anni della sua vita al dialogo islamico, per portare la libertà d’espressione in un paese che ne era privo, per costruire ponti che in pochi mesi ha visto crollare in un orrore”.

Collera e luce

Nell’Introduzione si spiega che il libro nasce dall’incontro di Eglantine Gabaix –Hialé e il monaco gesuita Paolo Dall’Oglio riguardo al rapporto islam-cristianesimo caratterizzato da un’apertura radicale, da un’esigenza di superamento delle rigidità.

Paolo stesso racconta la sua biografia, iniziando dalla famiglia (fratello medico in Uganda; padre Cesare avvocato, segretario generale del Movimento Sindacale agrario, poi insegnante di giustizia sociale ed equità. Ogni anno pratica gli esercizi spirituali ignaziani come membro della Commissione Giustizia e Pace; partecipò alla Resistenza). Paolo prende una piega politica di sinistra in reazione a suo padre, democristiano. Per Paolo è essenziale la questione palestinese. Ha sognato durante tutta la sua vita l’incontro islamo-cristiano come priorità apostolica. Visita diverse volte la Siria: vuole difendere i bambini; visita Damasco. Vuole far fronte al regime al-Qaida.

Gli elementi autobiografici si mescolano così con le vicende siriane, con l’intenzione di sensibilizzare a una teologia dell’incontro interculturale tra islam e cristianesimo.
Attraverso questo confronto si auspica che si superino i divari e le rigidità etniche, culturali e religiose, fino a comprendere le vulnerabilità umane e le diverse paure di chi è lontano o diverso da noi e cercare un punto comune da cui costruire insieme qualcosa di positivo.

Paolo nel 1982 risiede nel monastero Mar Musa, allora in stato di abbandono e ricostruito con l’aiuto di giovani volontari siriani ed europei. Fonda quindi la comunità Al-Khalil, composta da una quindicina di monaci e monache dedite al dialogo islamo-cristiano e all’ospitalità, frequentato ogni venerdì da centinaia di musulmani siriani, di diversa condizione sociale.

Paolo, espulso dalla Siria nel giugno 2012 per le sue prese di posizione contro il governo, percorre il mondo come un girovago per implorare aiuto, ha denunciato un regime che considerava fascista, ha contestato il clero siriaco cristiano che approvava che avessero taciuto. E’ poi tornato in Siria per dialogare con i membri del Jad e i combattenti di al-Qaida e con i cristiani.... Poi ha incontrato i rifugiati in Turchia, ha partecipato a molte conferenze, la maggior parte delle quali fallite. Il pensiero di Paolo è di combattere per proteggere la democrazia, lottare contro il fascismo strisciante, distruggendolo. Islam e cristianesimo, libertà e terrorismo, tortura e lotta per la dignità sono i fili conduttori della vita di Paolo. C’è un forte bisogno di una nuova spiritualità. Da qui il titolo del libro: da una lato la “collera” per i negoziati falliti, per l’impotenza spesso dimostrata dall’Occidente; dall’altra la speranza nella “luce” della fede che non abbandona mai padre Paolo.

Aiutare queste popolazioni a superare le deviazioni estremistiche e totalitarie presenti da quarant’anni è il sogno di Paolo. Bisogna pensare alla non violenza attiva, alla politica come ad una trascendenza di conflitti. Bisogna credere alla liberazione della Siria come tentativo di combattere per la democrazia e la giustizia.

La possibile soluzione proposta da padre Paolo è un messaggio di speranza per tutta l’umanità, volta a combattere un regime, e ogni regime, che viola i diritti umani e la dignità della persona a partire dalla quotidiana violenza fisica e psichica subita dalla popolazione. Tra l’altro, Paolo gioisce quando il papa argentino ha scelto il nome di Francesco e ne è “infinitamente commosso, perché Francesco significa non solo il rinnovamento evangelico della chiesa nell’amore per la santa povertà, ma anche lo spirito ecumenico di Assisi, la preghiera delle religioni per la pace, inaugurata nel 1986 da Giovanni Paolo II. A un livello più profondo, evoca la visita del Poverello al sultano musulmano a Damietta, sul fronte della guerra crociata nel 1220. Un incontro di cortesia, di riconoscimento reciproco in alternativa alla guerra”.

Il libro contiene il racconto accorato del dramma di un paese per il riscatto del quale padre Paolo ha donato la sua vita, pur consapevole del pericolo che lo incalzava, ma irremovibile nella prospettiva di favorire un dialogo interreligioso che ponesse fine alle ingiustizie e alle morti innocenti.

Paolo Dall’Oglio “Collera e luce” – Un prete nella rivoluzione siriana – EMI – euro 12.90

 

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