Lecco, 02 agosto 2019   |  

Coldiretti: aziende isolate e colture distrutte tra Vendrogno e Casargo

Valentina Meoli: "è stata una notta da paura". Rosella Fiordelmondo: “Per fortuna anche questa volta la frana ci ha risparmiato"

Rabarbaro distrutto

Rabarbaro distrutto

E’ ancora la Valsassina a pagare le conseguenze più dure di un clima impazzito che, mai come quest’anno, ha imperversato sul Lario: un’estate funestata nelle ultime 48 ore da una serie di bombe d’acqua e grandinate che, dapprima nella zona dell’Alto Lago e successivamente nel Lecchese, hanno messo a dura prova anche le imprese agricole e gli allevatori impegnati, in questi mesi, nell’attività d’alpeggio.

Le ultime tempeste di grandine hanno investito proprio ieri la zona di Lecco e la vicina Bergamasca con danni fino all’80% delle serre di insalate, ha distrutto campi di rabarbaro, reso impraticabili le strade di campagna e isolato i pascoli.

Frane e smottamenti hanno colpito l’intera area, come già a metà giugno, quando un’ampia porzione della Valsassina rimase isolata per colpa di un’ondata, violentissima e improvvisa, di maltempo: un copione che si è ripetuto, interrompendo i collegamenti tra Bellano e Derbio, con la chiusura della strada provinciale 72.

Difficoltà si segnalano per il vivaio di Rosella Fiordelmondo: “Per fortuna anche questa volta la frana ci ha risparmiato, non abbiamo danni diretti, ma le strade interrotte generano un serio e oggettivo problema logistico, sia per l’operatività dell’impresa sia per i clienti che hanno grandi difficoltà a raggiungerci”.

Vendrogno è una delle località più colpite dalla bomba d’acqua di ieri sera: “Proprio lì abbiamo un campo di rabarbaro che il maltempo ha, di fatto, disintegrato. La dinamica è ormai nota: vento e forte grandine, per un quarto d’ora di violenza assoluta. Alla fine, colture divelte, buche sulle strade sterrate. Tutto è iniziato ieri verso le 22, sulla fascia che va da Bellano, Cortenova e Casargo. Vendrogno si trova esattamente nel mezzo”.

“E’ stata una notta da paura – conferma Valentina Meoli, allevatrice a Vendrogno – e le cose potevano andare ancor peggio: ho danni solo alle strade poderali, che stiamo già sistemando. Le reti antigrandine hanno protetto le nostre colture. Qui ha iniziato a piovere dopo le 21 di ieri sera, poco dopo la grandine ha iniziato a crivellare ogni cosa”.

Da quando è partita l’estate – sottolinea il presidente di Coldiretti Como-Lecco Fortunato Trezzi, citando dati ESWD – “l’Italia è stata colpita da 462 tempeste di ghiaccio, acqua e vento, il 75% in più rispetto all’anno scorso, con pesanti ripercussioni sulle coltivazioni, l’allevamento e il lavoro degli agricoltori: e sono moltissime quelle che hanno interessato il territorio lariano. Ci troviamo di fronte ad anomalie climatiche evidenti che, nel corso del 2019, hanno dato vita a situazioni estreme. L’inizio dell’anno è stato segnato da mesi particolarmente siccitosi ai quali ha fatto seguito un maggio freddo e bagnato, un mese di giugno al secondo posto tra i più caldi ed un mese di luglio segnato da tempeste nella prima metà alle quali sono seguiti giorni di gran caldo ed ora il ritorno del maltempo”.

 

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