Lecco, 31 agosto 2020   |  

Peppino Ciresa alfiere della concretezza lecchese

di Alberto Comuzzi

Il candidato sindaco di Lecco, presentato da un centrodestra mai così compatto, incarna l'esperienza di quella cultura del fare che è una delle caratteristiche delle persone cresciute nelle laboriose terre descritte da Alessandro Manzoni.

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Peppino Ciresa

"Fare bene insieme" è il motto scelto per la sua campagna elettorale da Peppino Ciresa, candidato sindaco per il centro destra alle elezioni del 20 e 21 Settembre. Coniugato, due figlie, 73 anni, Ciresa è un lecchese "d'origine controllata", «anche se la mia famiglia d'origine è di Cortenova, in Valsassina, vivo da quando avevo tre anni a Lecco», precisa, « perché qui si era trasferito mio papà per aprire un panificio».

I Ciresa, infatti, sono una grande famiglia che da almeno quattro generazioni ha prodotto milioni di quintali di pane, tramandandosi, di padre in figlio, l'arte di trasformare farina con acqua in quell'alimento che in tutte le culture del mondo ha, da sempre, il più alto valore simbolico, oltre che intrinsecamente esistenziale: quello della vita.

"Fare bene insieme", oltre che un motto è la sintesi dell'esperienza umana di Ciresa perché, come egli stesso spiega «mi sono sempre sforzato di dare concretezza a ciò che ero e sono chiamato a fare, sforzandomi di migliorare e badando soprattutto a tenere conto dei buoni consigli che ricevevo da chi mi era vicino, famigliari, amici o collaboratori che fossero».

Come tutte le persone che hanno cultura d'impresa Ciresa è consapevole che è solo il lavoro – spesso il duro lavoro – a produrre benessere e che anche le più stimolanti idee innovative per essere realizzate hanno bisogno di quell'indispensabile pragmatismo che possiedono solo gli uomini del fare. Con fairplay riconosce che le giunte governate dal centrosinistra erano animate da persone umanamente gradevoli, ma l'azione da loro intrapresa non ha sortito quei risultati di buona gestione che Lecco avrebbe meritato.

«È mancata la concretezza, la soluzione di tanti problemi urgenti», commenta. «Così, dopo logoranti discussioni in Consiglio comunale le giunte non arrivavano mai a concludere lasciando in sospeso azioni necessarie alla città. Credo che il motivo principale per cui i dirigenti dei partiti che mi sostengono hanno spinto perché accettassi di candidarmi a sindaco stia nella concretezza che ha uniformato l'intera mia esistenza».
Il Candidato del centrodestra impersona bene quello spirito lecchese che è un impasto ben riuscito di homo faber attento a percepire le istanze della propria comunità, a metabolizzarle e subito dopo, però, disposto ad assumersi la responsabilità (e i rischi) di renderle operative.

«A lavorare insieme, a fare squadra, ho imparato tanti anni fa quando, nella mia parrocchia dei Cappuccini, abbiamo dato vita al Gruppo sportivo». sottolinea. «C'erano molte idee, desideri e opinioni contrastanti su come e che cosa fare. Alla fine riuscimmo a "fare sintesi", per usare un'espressione del linguaggio politico; e i risultati sono ancora oggi sotto gli occhi di tutti. Fu per me una palestra formidabile dove acquisii un metodo di lavoro e soprattutto un modo per tenere insieme le persone».

Quello di Ciresa è un curriculum denso: imprenditore, presidente di Confcommercio per diversi mandati, consigliere di giunta della Camera di commercio, instancabile volontario di tante iniziative promosse per la sua parrocchia, membro del Club alpino italiano.

Quel che, però, più conta per la nuova esperienza che, in caso d'elezione, si appresta a fare, «è di non essere affatto un neofita della politica», visto che, come ricorda, «sono stato consigliere comunale dal 1983 al 1988 per la Democrazia cristiana e dal 2001 al 2006 assessore al Commercio nella giunta di Lorenzo Bodega».

Se il valore di una persona si misura da ciò che ha fatto nella vita, come sosteneva Cesare Romiti, uno dei manager più preparati dell'Italia degli ultimi anni, è facile scommettere che il Candidato sindaco del centrodestra sarebbe tanto piaciuto all'illustre grande Dirigente d'azienda. C'è inoltre un aspetto dell'uomo Ciresa che è giusto rendere pubblico e del quale siamo stati testimoni in prima persona.

Correva l'anno 2010 e l'allora prevosto di Lecco, monsignor Franco Cecchin, aveva chiesto aiuto a molti imprenditori perché sostenessero il nascente Resegoneonline, che nelle sue intenzioni avrebbe dovuto aggiungere la "voce" della Chiesa locale alle altre già presenti nel panorama editoriale lecchese. Diversi risposero all'appello acquistando spazi pubblicitari. Tra questi anche Peppino Ciresa che era presidente di Confcommercio.

Ebbene, con discrezione e magnanimità, giustificò il suo impegno attingendo alle proprie risorse personali perché, fece sapere, non riteneva congruo coinvolgere l'organizzazione che presiedeva. «Non è detto che tutti i miei associati siano favorevoli alla nascita di un giornale di chiara espressione cattolica», spiegò, «ma io come credente sento di aderire alla richiesta del Prevosto». Una lezione di stile e di comportamento etico.

Ecco, questo è Peppino Ciresa che oggi si propone come sindaco rispondendo finalmente, come ci ha confidato sottovoce, all'esortazione di un suo vecchio compaesano, don Luigi Melesi, il salesiano con alle spalle tanti anni d'apostolato tra i ragazzi difficili del carcere minorile Beccaria di Milano: «Peppino, candidati». Dal cielo l'esemplare Religioso sorriderà soddisfatto

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