Desio, 04 aprile 2017   |  

Cento in dialisi non vogliono lasciare l'ospedale di Desio

La riforma sanitaria del 2015 ha "separato" gli ospedali di Desio e Vimercate. Così ora molti pazienti nefropatici dovrebbero affrontare disagi supplementari per sottoporsi a cure.

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La burocrazia decide, razionalizza, modifica e molto spesso a pagarne il conto sono i cittadini. Se poi in ballo ci sono stati patologici e terapie complesse allora ad essere coinvolti sono individui fragili e meritevoli al contrario di maggiori attenzioni.

Oggi in Consiglio regionale è stato preso in esame un caso paradigmatico di tal genere. Pazienti con funzionalità renale compromessa, e bisognosi di dialisi, fino ad oggi curati dall'ospedale di Desio, dovrebbero passare in carico all'ospedale di Vimercate, dopo la "separazione" delle due strutture voluta dalla riforma sanitaria.

«Per un paziente di Cogliate significa fare 39 km e impiegare 40-50 minuti senza traffico» ha rimarcato il consigliere dei 5 Stelle Gianmarco Corbetta, presentatore di un'interrogazione all'assessore alla Sanità, Gallera.

La situazione dei centri di dialisi della nostra Regione è la seguente: sono 760 per ogni milione di popolazione i "vecchi" dializzati a cui se ne aggiungono 175 per milione di "nuovi". La spesa sostenuta dal servizio sanitario regionale, esclusi ricoveri complicanze e farmaci, è di 30.000-35.000 € l'anno per paziente.

Corbetta ha chiesto che, «alla luce dei gravi disagi» per i 100 pazienti da trasferire e le loro famiglie, i malati in questione possano continuare ad essere gestiti dall'ospedale di Desio.

Gallera ha risposto dicendosi consapevole che ogni cambiamento crea inevitabili disagi, ma si è impegnato a non peggiorare la situazione di chi soffre e ha garantito che visite periodiche, interventi specialistici ed esami potranno continuare ad essere fatti nell'ospedale più "comodo".

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