Bulciago, 07 gennaio 2018   |  

Cena natalizia dei popoli a Bulciago: accoglienza diffusa e scambio culturale

di Italo Allegri

Hanno partecipato un centinaio di persone, provenienti da diversi Paesi, al Natale in Famiglia promosso dall’Amministrazione comunale di Bulciago venerdì 5 gennaio. Occasione per favorire la reciproca accoglienza e conoscenza cultuale.

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Scandisce le parole lentamente Raffaella Puricelli, Vicesindaco di Bulciago, nel presentare il “Natale in Famiglia” venerdì 5 gennaio presso il locale mensa della scuola primaria “Don Lorenzo Milani”, iniziativa che rientra nel più ampio progetto promosso dai volontari del gruppo “Lezioni al Campo”. Lo fa per favorire la comprensione del suo discorso al nutrito gruppo di persone che si trova davanti, provenienti da Paesi e culture diverse: un centinaio. Sono qui convenute per far festa con i ragazzi richiedenti asilo ospiti a Bulciago per la cena autogestita, quest’anno caratterizzata da due novità.
La prima: in passato provenivano dalla comunità di Lecco; quest’anno, invece, sono dieci ragazzi ospiti a Bulciago dallo scorso mese di agosto, del progetto “Accoglienza Diffusa” attivato dalla Provincia di Lecco per i profughi richiedenti asilo. La seconda, invece, è che alla serata hanno preso parte anche le associazioni di volontariato presenti in paese a Bulciago.
«Credo che questo sia per noi il più bel modo per augurarci un Buon anno 2018. Un anno che sia pieno di gioia, felicità, speranza, possibilità di lavoro, di studio, di pace, di solidarietà, di fratellanza. Tutte parole che oggi non sentiamo se accendiamo la televisione, se leggiamo i giornali: ci sono solo cose brutte; domina l’odio, il disprezzo», esordisce Raffaella.
E prosegue: «Io credo che debba partire da tutti noi il cercare di cambiare questo mondo. Come paese abbiamo avuto la fortuna di poter accogliere tra noi dieci ragazzi, che sono qui con noi questa sera. Che arrivano da Paesi lontani. Che hanno affrontato situazioni difficili. Non siamo qua questa sera per sapere perché, ma per aprire le nostre porte e i nostri cuori alle loro vite. Perché loro possano imparare qualcosa di bello e di buono da noi e perché noi possiamo imparare qualcosa di bello e di buono da loro. Culture, tradizioni, storie, famiglie, religioni, che si mettono a confronto. Si siedono intorno a un tavolo e, attraverso i cibi tipici dei nostri paesi, delle nostre tradizioni, chiacchieriamo. Iniziamo ad allacciare un nuovo dialogo».
La presenza dei ragazzi a Bulciago non è passiva, ma si danno da fare attivamente. Innanzitutto, frequentano la scuola per imparare la lingua italiana. Qualcuno già ne parla correttamente altre tre. Altri frequentano la scuola media e, al termine dell’anno scolastico in corso, sosterranno l’esame.
L’impatto con la realtà bulciaghese è stato di stupore. Visitando il paese per la prima volta hanno detto: «Che bello!», racconta Raffaella: «Per loro sembrava una grande città, mentre per noi, tante volte, non ci rendiamo conto delle piccole cose belle che, comunque, anche noi abbiamo».
I ragazzi si sono messi in gioco e, non senza un po’ di fatica, stanno cercando di collaborare con le associazioni di volontariato presenti in paese: «Ci aiutano nel piedibus e, da quest’anno, ci aiuteranno sul pullman. E siccome qualcuno di loro ama il verde, ci daranno una mano per rendere più belli i nostri parchi, per tenerli curati, e pulita anche la piazza. I luoghi che per noi bulciaghesi sono importanti, dove ci si incontra per chiacchierare e stare insieme».
Raffaella si scusa poi ufficialmente con la famiglia marocchina avvisata all’ultimo momento, perché altrimenti avrebbe portato troppo cibo come è successo lo scorso anno, quindi cede la parola ai rappresentai delle associazioni di volontariato presenti.
La Presidente del Gruppo Missionario Aiutiamoli a Vivere di Bulciago, Maria Grazia Fusi, ringrazia tutti i presenti per il «bellissimo momento di condivisione sotto tutti gli aspetti; grazie per essere qui con noi e speriamo che il 2018, che questa serata che ci cingiamo a condividere con il cibo, sia davvero un segnale di rinnovamento per la società di oggi».
La referente volontaria dell’Associazione Manitese Bulciago, Micol Dell’Oro: «Siamo molto felici che il Comune ci inviti tutti gli anni a organizzare e partecipare anche con il nostro logo a questa iniziativa. Mani Tese si impegna per tutto l’anno, perché la scelta di partire sia una scelta e non un obbligo dato dalle circostanze di economia, di guerra, di difficoltà. Crediamo che il modo per cambiare le cose, e per far vedere alla gente il cambiamento, è anche quello di cambiare il modo di raccontare. Sappiamo come oggi vengono raccontate le migrazioni dai media, dai politici. Ciò che si fa a Bulciago da anni mi sembra il modo diverso per raccontare l’emigrazione da un altro punto di vista, dal punto di vista dell’incontro e non della contrapposizione».
Il Presidente A.E.O.G.B. Bulciago - Associazione Emigranti Origine Guinea Bissau, Simao Joao Insumbo, rammenta che è il secondo anno che partecipano a questa iniziativa, che considera «un’ottima occasione per aiutare i migranti nell’integrazione; anche noi siamo dei migranti e all’inizio abbiamo fatto molta fatica a inserirci».
Il Presidente dell’Associazione di Bulciago Kelegna di Maliani Yaranangor Bakary, porge il saluto a tutti i presenti alla serata: «Siamo molto lieti dell’invito e ringrazio anche il Comune di Bulciago che è un operatore di Pace; auguro a tutti un Buon anno 2018, pieno di salute e tanta di gioia».
La referente Caritas Ambrosiana Parrocchiale, Simona Fumagalli, ricorda che il gruppo collabora con la Caritas decanale di Oggiono ed «è formato prevalentemente da famiglie e quest’anno siamo impegnate con l’iniziativa del Banco alimentare nel comune di Molteno». Simona si rivolge poi agli ospiti: «Siamo molto contenti di avervi tra noi, nella nostra comunità. Siete per non una ricchezza molto importante per tutto il servizio che fate, per il piedibus e nel paese. Speriamo che questa sia una buona occasione di integrazione che aiuta più noi che voi».
Il Vicepresidente di Namasté di Bulciago, Luigi Pirovano, rammenta che l’ambito di azione dell’Associazione è il Nepal: «Su indicazione del nostro referente abbiamo costruito una scuola, perché ci ha detto che l’auto più grande che possiamo dare a queste persone, è quello di offrire la possibilità ai più poveri di avere una istruzione, perché è la base sulla quale fondare l’opportunità per migliorare la propria salute».
La famiglia Sabri, di origine marocchina, residente a Bulciago, a nome dei suoi connazionali rivolge «gli auguri a tutti i presenti di trascorrere una buona serata e grazie per l’aiuto che ci avete dato lo scorso anno».
Conclude il Sindaco di Bulciago Luca Cattaneo augurando a tutti una buona cena con i cibi preparati dai ragazzi richiedenti asilo: piatti tipici dei loro paesi, apprezzatissimi dai commensali presenti.
Prima di passare al dolce e alla degustazione di un buonissimo thè arabo, è intervenuta Chiaraluna, educatrice della Cooperativa Aeris, che ha presentato le attività che segue direttamente, i progetti di accoglienza gestiti, con particolare riferimento alla comunità bulciaghese, e i dieci ragazzi appartenenti al progetto di accoglienza diffusa presenti a Bulciago: in parte anglofoni e in parte francofoni. Quindi sono intervenuti i protagonisti della serata esprimendo un loro pensiero nei confronti dei presenti ed è risuonato un corale «grazie di cuore all’Amministrazione comunale di Bulciago e all’intera comunità bulciaghese» pronunciato nella loro lingua, per la «positiva accoglienza mostrata nei loro confronti ed il forte desiderio di vera integrazione che giorno dopo giorno» percepiscono sempre di più sul piano comunitario.
Alla serata hanno partecipato anche numerosi cittadini bulciaghesi, giovani e famiglie con i bambini: futuro nel quale il Comune di Bulciago ripone le proprie speranze per la costruzione di un mondo di pace, di fratellanza e di solidarietà.

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16 Gennaio 1916 il conte Mario di Carpegna, guardia nobile del Papa, fonda l'Associazione scautistica cattolica italiana - Esploratori d'Italia (Asci), che successivamente, fondendosi con l'Associazione guide d'Italia, si trasformerà in Associazione guide e scouts cattolici italiani (Agesci)

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