Verdegò, 29 giugno 2020   |  

Celebrata la patronale dei Santi Giovanni e Paolo a Verdegò, senza festa paesana

È tornata forzatamente all’essenziale la Festa Patronale dei Santi Giovanni e Paolo, martiri militari romani titolari della chiesetta che sorge nella frazione di Verdegò, parrocchia di Barzago …

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È tornata forzatamente all’essenziale la Festa Patronale dei Santi Giovanni e Paolo, martiri militari romani titolari della chiesetta che sorge nella frazione di Verdegò, parrocchia di Barzago, Comunità Pastorale Maria Regina degli Apostoli. Quest’anno, infatti, è mancata la festa popolare, pressoché impedita dalle disposizioni di distanziamento sociale imposte dalla fase attuale, che segue il periodo pandemico del Covid-19.
Messa solenne dunque celebrata domenica 28 giugno all’esterno della chiesa, occupando il piazzale della stessa e l’area situata sul lato meridionale. Panche e sedie debitamente distanziate per accogliere gli abitanti della frazione, ma anche da altri fedeli delle parrocchia o che vantano in essa le loro radici o conservano qui gli affetti più cari. L’Eucaristia delle ore 11.00 è stata celebrata dal parroco don Giovanni Colombo, presente il sindaco di Barzago Mirko Ceroli. Memoriale della festa è quindi «il Signore presente in mezzo a noi – afferma don Giovanni introducendo la Messa – e anche perché questi due Santi Giovanni e Paolo, cui è dedicata questa chiesa, hanno dato la loro vita per il Signore con gioia», come narrato nella passo del loro martirio, letta nella prima lettura delle solenne liturgia allietata dai canti del coro.
I Santi Giovanni e Paolo sono rappresentati accanto a Gesù Crocifisso nella pala che sovrasta l’altare all’interno della chiesa, spiega don Giovanni nell’omelia. È una dedicazione antica, ancor prima del medioevo, e i luoghi di culto in loro onore in genere sorgevano dove c’erano accampamenti romani: come per San Maurizio e Sant’Alessandro. Del resto, il territorio di Verdegò è attraversato da una antica strada romana e il borgo ha origini assai antiche.
«Noi oggi celebriamo questa festa perché probabilmente abbiamo bisogno di ritornare un po’ alla coscienza che la vita vale non quando io la guadagno, ma per Gesù la vita vale anche quando la perdo. Perché rimango fedele non solo a me stesso e ai miei principi, ma fedele al Dio della fedeltà. E quindi c’è il martirio, che è quello di dare la vita e nessuno di noi sarà chiamato a questo, ma c’è anche un martirio quotidiano, perché tutti i giorni noi siamo chiamati a dare la vita nelle nostre scelte: a volte a perderci anche un po’ la faccia, a scontentare gli altri pur di rimanere fedeli a quelli che sono quei principi dentro di noi, che sono quelli del Vangelo, della nostra fede. Allora questi due santi, che sono anche fratelli nella fede, nel sangue e nel martirio, ci possano spronare a dire: ma io a che punto sono con questo mio cammino!», commenta don Giovanni.
Nel vangelo Gesù rilegge la vicenda dell’arca di Noè e quella di Lot quando vennero distrutte le città di Sodoma e Gomorra, quando gli uomini mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, vivevano le loro relazioni e morirono tutti; verbi che appartengono alla quotidianità dell’uomo. Questo per richiamare la modalità con cui l’uomo compie le proprie azioni: opera per se stesso o per il bene comune, per gli altri! È dunque una questione di cuore: a nessuno verrà chiesto il martirio di sangue, ma a ciascun cristiano come vive le proprie relazioni giorno dopo giorno, le piccole mortificazioni, le passioni, le rinunce, le gioie, tutto quello che ciascuno fa può manifestarsi come discepolo di Gesù, come i martiri Giovanni e Paolo. Gesù non ha condannato nessuno ma è morto lui per l’umanità intera donandole la salvezza.
Prima di impartire la benedizione finale don Giovanni ha ringraziato quanti hanno cura della chiesetta dei Santi Giovanni e Paolo di Verdegò, garantendo il necessario decoro per le celebrazioni. In particolare, Miriam e Ferruccio, che nei mesi invernali hanno trasformato la loro casa in una piccola Chiesa domestica – prima del confinamento – per continuare la celebrazione della Santa Messa infrasettimanale nella frazione, mancando nel luogo di culto l’impianto di riscaldamento. Vagliate alcune soluzioni si è deciso di installare nella chiesetta una stufa a pellet per consentire la celebrazioni nei mesi più freddi. Da ultimo un pensiero per Angelina, che tanto ha fatto per questa chiesa, trovando in essa la preziosa Madonna da vestire, poi restaurata ed esposta per la circostanza a lato dell’altare: a lei è stata recitata una Ave Maria per tutti gli ammalati della parrocchia.

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