Lecco, 26 giugno 2020   |  

CdO: prospettive per il turismo di Lecco e Sondrio dopo il Covid

Assessore Magoni: sono convinta che montagne e laghi saranno protagonisti e solo un lavoro sinergico ci permetterà di ripartire

Assessore Magoni

Le prospettive per il turismo in questa stagione estiva post Covid sono stati al centro dell'approfondimento proposto dalla Compagnia delle Opere di Lecco e Sondrio con un webinar dal titolo “Una stagione mancata o un’opportunità per il futuro?”" che ha visto la partecipazione di esperti del settore e delle istituzioni.

marco giorgioni

Marco Giorgioni

«Come Cdo – ha spiegato Marco Giorgioni, presidente di CdO Lecco e Sondrio - fin dall'inizio del lockdown, abbiamo riconosciuto che il nostro ruolo poteva essere solo quello di aiutare le imprese, in un momento così straordinario, a mantenersi in contatto, dando occasioni di conoscere e confrontarsi per capire cosa stava succedendo e aiutandole a dialogare con le istituzioni».

A portare la voce del Pirellone Lara Magoni, Assessore Turismo Moda e Marketing Regione Lombardia: «Fino al 20 febbraio la Lombardia era considerata la prima regione italiana per turismo, con 49 miliardi di indotto diretto e indiretto. Eravamo già molto ricercati come destinazione: avevamo il 55% di turismo internazionale che portava indotto del 70%. Cosa abbiamo fatto? Sono due mesi che mettiamo delle risorse attraverso gli assessorati. Come turismo metteremo 17milioni di euro sulla ricettività e turismo all'aria aperta».

«Sono convinta – ha spiegato - che montagne e laghi saranno protagonisti e solo un lavoro sinergico ci permetterà di ripartire, dovremo mettere in campo prodotti che diventino un sistema. Dobbiamo usare ogni centesimo che abbiamo per fare investimenti. Non sarà il Covid a mettere in ginocchio un mondo turistico che coinvolge 800mila persone. Sicuramente il Governo poteva fare la sua parte: per mettere 400 milioni sull'emergenza sanitaria, la Regione ha tolto risorse agli altri assessorati».

fabio dadati2

Fabio Dadati

Filippo Pighetti, Direttore Consorzio Turistico Valchiavenna, ha spiegato l'approccio avuto fino a ora: «La prima preoccupazione è stata quella di stare vicino agli operatori, per cercare loro di offrire un aiuto concreto. Abbiamo somministrato un questionario per capire cosa avevano bisogno di concreto per ripartire. La prima necessità emersa era quella della liquidità e per questo ci siamo inventati i Valchiavenna Bond, sottoscritti da cittadini e turisti affezionati che hanno acquistato pernottamenti futuri. Poi c'era da ricostruire la fiducia verso la destinazione, rafforzando il senso di sicurezza, quindi il progetto “Valchiavenna una valle sicura”: per 250 operatori è stato predisposto un percorso che ha dato loro una certificazione “Covid free” con protocolli di sicurezza, cartellonistica, procedure, dispositivi, aiuti logistici. Dobbiamo trasformare questa, che può essere un'occasione per un turismo di prossimità, per fidelizzare le persone».

Lucia Simonelli, Project Manager Valtellina Turismo ha spiegato quanto fatto fino a oggi: «Durante il lockdown siamo stati tutti più digital e social, facendo parlare della Valtellina ottenendo una sorta di promozione indiretta. Ci sono ancora elementi di incertezza, ma abbiamo potuto vedere grande attenzione nei confronti della montagna, vista la possibilità di passare la vacanza all'aria aperta e in ampi spazi. La vicinanza con molte città ci ha portato una grossa attenzione spontanea. Abbiamo fatto un lavoro di mappatura dei sentieri e aree picnic per dare più informazioni possibili e per parlare di vallate e borghi meno noti. Cerchiamo poi di mettere insieme le proposte che già ci sono, per fare rete».

Fabio Dadati, Presidente Consorzio Albergatori Provincia di Lecco, ha dato il suo punto di vista da operatore: «Da un lato c'è la contentezza di lavorare bene, ma i numeri sono impietosi, siamo al 50 per cento di fatturato. Il primo problema è trovare il modo di far vivere le aziende e non farle chiudere. Dallo Stato non c'è stata un'attenzione particolare per il turismo. Dobbiamo poi chiederci come sta cambiando il mercato: abbiamo visto nella ristorazione quanto incida il delivery. Va affrontato il tema del digitale e della distribuzione. Il Covid è stata un acceleratore di tendenze».
Carlo Montisci di Ideas ha messo in guardia da non rinunciare al mercato estero: «Attraverso le buone prassi dobbiamo riuscire a convincere gli operatori che lavorare insieme è più proficuo che fare ciascuno per conto suo. Bisogna quindi andare sul territorio e far comprendere l'importanza di questo lavoro. Bisogna mettere a fuoco alcuni aspetti: sono molto preoccupato dalla rinuncia a priori del mercato straniero che sento in molti operatori; inoltre va considerato che gli italiani mettono la Lombardia tra le ultime destinazioni di interesse e questo difficilmente si riuscirà a cambiarlo in una sola stagione, nonostante la tendenza a brevi spostamenti. Molto si giocherà molto per giorno, reagendo con la nostra flessibilità, le nostre proposte e promozioni. Dobbiamo continuare a cercare gli stranieri».

Daniela Ciccardi che in CdO si occupa di turismo ha spiegato il lavoro fatto dall'associazione: «Dopo che il 22 febbraio sono arrivate le prime cancellazione, abbiamo cercato di reagire facendo rete, lanciando il portale “Io resto in Italia”, mantenendoci in contatto, chiedendo alle persone quali proposte avevano da fare al Governo, ma anche capire cosa si poteva creare insieme. Abbiamo aggregato così persone in tutta Italia».

Giorgio Palmucci, Presidente di Enit, ha invece dato una lettura dello scenario internazionale: «Dobbiamo partire dal presupposto che per quest'estate, non facciamoci illusioni, non ci saranno turisti intercontinentali. Bisogna puntare sui paesi europei e per questo si è lavorato anche a livello di Ministeri degli Esteri, per evitare accordi bilaterali fra paesi che creassero dei veri e propri corridoi, quindi concorrenza sleale. Bisognerà arrivare a una politica europea condivisa per evitare la quarantena ed eliminare le limitazioni. Noi stiamo facendo webinar in tutti paesi europei, anche oltre oceano, con gli operatori per continuare a mantenere un collegamento, raccontare una storia, spiegare che siamo un paese sicuro: dobbiamo spiegare che il Covid non ha intaccato le nostre offerte turistiche e ciò che possiamo offrire».

 

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