Lecco, 14 luglio 2019   |  
Lecco   |  Opinioni

"Caro Virginio, ripensare a un uso civico di via Roma 51"

di Giulio Boscagli

Lettera aperta di Giulio Boscagl al sindaco Brivio: "Forse devi prendere in considerazione il fatto che i numi tutelari della nostra città non vogliono che questo edificio passi in mani altrui".

via roma 51 esterno palazzo ghislanzoni

Caro Virginio,
Dice Agata Christie che tre indizi fanno una prova, figuriamoci quattro!

Se per la quarta volta la gara per Via Roma 51 è andata deserta forse devi prendere in considerazione il fatto che i numi tutelari della nostra città non vogliono che questo edificio passi in mani altrui.

Li possiamo comprendere: intanto l’edificio fu donato alla città da un cittadino benefattore e , in tempi diversi, vi hanno trovato sede il Municipio, il distaccamento dei pompieri, la biblioteca civica e poi numerose associazioni (della montagna, d’arma, del sociale) che rappresentano il corpo vivo della città e che sono state un po’ bruscamente disperse.

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Giulio Boscagli

Forse per rabbonire gli dei della città è utile ripensare a un uso civico di quegli spazi. Perché non farne un luogo, una casa, in cui ritrovare la storia della nostra città, storia umana, civile, economica, politica? Per quelli che già la conoscono consentirà un utile ripasso mentre per le nuove generazioni sarebbe un’occasione per innamorarsi maggiormente del luogo dove sono nati o chiamati a vivere.

Pensaci, la città non ha bisogno solo del denaro di quella (difficile) vendita. Ha bisogno soprattutto di riscoprire e rinnovare le ragioni della convivenza civica così in discussione oggi: e quale miglior aiuto che condividere la conoscenza di quel particolare luogo in cui ci siamo trovati a vivere?

Ti lascio con Calvino
...gli antichi rappresentavano lo spirito della città, con quel tanto di vaghezza e di precisione che l'operazione comporta, evocando i nomi degli dèi che avevano presieduto alla sua fondazione: nomi che equivalevano a personificazioni d'attitudini vitali del comportamento umano e dovevano garantire la vocazione profonda della città, oppure personificazioni d'elementi ambientali, un corso d'acqua una struttura del suolo, un tipo di vegetazione, che dovevano garantire della sua persistenza come immagine attraverso tutte le trasformazioni successive, come forma estetica ma anche come emblema di società ideale.
Una città può passare attraverso catastrofi e medioevi, vedere stirpi diverse succedersi nelle sue case, veder cambiare le sue case pietra per pietra, ma deve, al momento giusto, sotto forme diverse, ritrovare i suoi dèi.

Con stima
Giulio Boscagli

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