Lecco, 07 marzo 2018   |  

Caro parcheggi in città: la protesta di Confcommercio Lecco

Il direttore Riva: "Imporre delle scelte senza ascoltare la gente e le imprese non è sinonimo di piglio manageriale"

Alberto Riva

La decisione di alzare in modo pesante le tariffe dei parcheggi di Lecco non è certo passata inosservata. I negozianti e i loro clienti, ma anche tanti cittadini e diversi turisti, si sono lamentati dei costi eccessivi della sosta in centro. Con incrementi significativi che hanno portato il costo di 1 ora di parcheggio tra 1,5 e 2 euro.

"Questa decisione va a penalizzare l'intera città e i risultati sono evidenti a un mese dall'introduzione delle nuove tariffe - sottolinea il direttore di Confcommercio Lecco, Alberto Riva - I nuovi costi stanno riducendo il numero di persone che arriva in centro. E questo penalizza le diverse attività, negozi e bar. Mi pare anche una scelta incomprensibile viste le tante parole spese da questa Amministrazione per favorire il turismo e la vivacità in città! Così si spinge la gente a stare lontana dal centro e da Lecco".

E continua: "L'incremento ha portato alla riduzione delle soste brevi: nessuno pretende oggi di avere il parcheggio gratuito in centro, ma andrebbero almeno favoriti gli automobilisti che si fermano per poco tempo, per fare una commissione o bere un caffè. Ecco perché abbiamo chiesto, nel corso di un incontro a cui ha preso parte anche il presidente della Fipe Confcommercio Lecco, Marco Caterisano, di introdurre una tariffa ridotta, 50 centesimi, per la prima mezzora di sosta. Così si incentiverebbe pure il ricambio dei parcheggi. Finora però la nostra richiesta non è stata accolta, anzi... E così non ci resta che scoprire di essere una delle località con i parcheggi più cari: un record di cui avremmo voluto volentieri fare a meno".

Di fronte alle proteste e alle proposte, l'Amministrazione Comunale ha infatti annunciato di volere tirare dritto. "Non capiamo questa posizione intransigente del Comune e in particolare dell'assessore Valsecchi. Imporre delle scelte senza ascoltare la gente e le imprese non è sinonimo di piglio manageriale ma, a nostro avviso, il segno di una scarsa sensibilità per la città e i suoi cittadini. Sembra quasi che, invece di avere a cuore le sorti della città che si governa, ci sia da un lato l'intento di punire chi vuole venire in centro e dall'altro la volontà di fare cassa. Nessuna delle due intenzioni ci sembra il massimo per chi è chiamato ad amministrare un comune e anche a costruirsi un consenso".

Poi conclude: "Spiace poi leggere che la giustificazione di questo salasso sia legata ai mancati piccoli incrementi degli scorsi anni. Come se chi amministra oggi non avesse legami con chi l'ha fatto anche ieri, o almeno negli ultimi 8 anni! Da parte nostro continueremo a incalzare il Comune perché riveda le sue posizioni e accetti il confronto. E' una richiesta che viene dai nostri commercianti ma anche dai semplici cittadini e dai turisti. Ed è una voce che chi amministra oggi farebbe bene ad ascoltare anche in vista di quello che succederà domani".

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