Lecco, 28 aprile 2018   |  

Primo Maggio: dignità e solidarietà per il nuovo volto del lavoro

Sindaco Brivio: "Ci si deve muovere in ottica di duttilità che vada di pari passo con le profonde metamorfosi del nostro tempo".

virginio brivio sul lago

In occasione della festa dei lavoratori le riflessioni del sindaco di Lecco Virginio Brivio.

In questa burrascosa temperie politica, per la quale è bene non azzardare previsioni perché legata a categorie desuete e a prassi sconosciute, c’è un tema che torna puntualmente quando, per fortuna, si passa dalla logica degli schieramenti ai programmi.

La parola che voglio sottolineare è LAVORO, nella sua piena accezione e nelle sue declinazioni legate alla stagione che stiamo vivendo. Non è questa la sede per discutere ricette, ma semmai per riaccendere la tensione sul tema cardine dello sviluppo economico del nostro Paese e insieme sul delicatissimo passaggio delle ingiustizie sociali. E nell’inquietudine che permane, figlia di una crisi che ancora morde e che vede larghe fasce di popolazione (donne, cittadini di mezz’età e soprattutto giovani) a diverso titolo segnati nella loro vita da una sorta di precariato presente e futuro.

Ne parlo da una città e da un territorio che ha fatto della cultura del lavoro il cardine del proprio impianto sociale, economico e civile. Qui si è lavorato sodo, si sono messe le basi per consegnare il benessere a stati sociali i più vasti possibili. L’imprenditore e l’operaio a remare sulla stessa barca e, con la fatica e l’ingegno, traguardare comuni orizzonti. E’ inutile l’esercizio di chi pesca nel passato per umiliare il presente e per raffronto ormai improponibili.

Certamente resta una genetica del lavoro che qui più che altrove permea le attuali generazioni. I rapporti sociali, le relazioni tra le istituzioni, le forze economiche, il sindacato, sono profondamente mutati e se non si colgono le differenze non si riuscirà a elaborare una nuova cultura del lavoro. Il posto fisso del passato non è più il presidio dall’incertezza e lo scudo per affrontare la vita.

In altri Paesi, mediamente un individuo cambia mestiere anche quattro volte nella vita: è un modello a noi lontano e non è detto che sia un valore aggiunto, ma di sicuro ci si deve muovere in ottica di duttilità che vada di pari passo con le profonde metamorfosi del nostro tempo e la necessità di nuovi strumenti di tutela.

Accanto ai temi tradizionali che vanno doverosamente ricordati nella Festa del 1° Maggio – penso su tutti alla sicurezza sul lavoro, con i numeri diramati dai Sindacati che riferiscono di 3.600 infortuni sul lavoro nella nostra provincia nel 2017 e cinque incidenti mortali – dico che due categorie si debbano fondere per poter guardare con moderato ottimismo agli anni a venire: la dignità e la solidarietà. Se manca una di queste componenti significa che abbiamo preso la scorciatoia sbagliata e che la strada maestra è ancora un’utopia, mentre se il nostro approccio non sarà egoistico, forse anche queste amare stagioni non saranno trascorse inutilmente.

Qui il programma della giornata del 1° Maggio organizzata dalle segreterie territoriali di Cgil, Cisl e Uil, in collaborazione con il Comune di Lecco.

Alle 14.30 un momento di riflessione e ricordo dei caduti sul lavoro al Monumento ai caduti sul lavoro, in largo Caleotto.
Come consuetudine, depositeranno una corona di fiori l'Amministrazione comunale, l'Associazione Nazionale Mutilati e invalidi del lavoro e Cgil-Cisl-Uil Lecco.

Il programma prosegue in piazza Cermenati con il concerto de I Luf.

Apertura alle 15.30 con “Musica dai campi”, suoni e ritmi con gli ospiti dei centri di accoglienza.

Alle 16.30 gli interventi ufficiali di delegate e delegati sindacali di CGIL-CISL-UIL, delle Segreterie Territoriali CGIL-CISL-UIL e dell’Amministrazione.

In caso di maltempo l'evento si svolgerà al Centro civico Sorelle Villa in via Ugo Foscolo 42 a Olate, Lecco.

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