Lecco, 12 luglio 2019   |  

Brivio: "L’amianto, le bonifiche, la normativa e le responsabilità dei privati"

Il sindaco: "Spesso il privato inadempiente trova appoggio - se non alibi - in una normativa che, concepita per arginare alcune situazione di emergenza per la saluta pubblica".

virginio brivio settembre 2017

Virginio Brivio, sindaco di Lecco, interviene sul tema dell'amianto e nelle necessarie bonifiche a salvaguardia della salute pubblica.

Premesso che la battaglia contro l’amianto, definiamola così, è sacrosanta e spesso ritardata, credo sia utile sottolineare in breve qualche aspetto burocratico e normativo che può indurre giudizi sbagliati e soprattutto allontanare la soluzione del problema. Anche in città ci troviamo davanti a questioni di fabbriche e luoghi più o meno contaminati. Il Comune, sotto la mia guida, si è mosso avendo come obiettivo primario la salute dei cittadini. Un’affermazione ovvia, ma spesso nell’ovvietà si nascondono insidie.

Di più, visto che siamo sul terreno dell’ovvio, mi permetto di dire che tra il dire e il fare c’è di mezzo il “lago”! Mi riferisco in termini precisi ai tempi e alle modalità con le quali si procede ai lavori di bonifica. Capita, infatti, che dall’ex Leuci a un elenco che contiene altre prestigiose realtà già industriali della città, alla diagnosi della patologia non corrisponda una cura tempestiva. Per tacere della prevenzione, ricordando che solo recentemente nel paese è cresciuta la sensibilità verso temi particolarmente delicati, nel passato assai trascurati.

Ora cosa accade? Spesso il privato inadempiente (che per diverse ragioni facilmente intuibili ha una soglia di sensibilità assai più bassa di qualsiasi pubblica amministrazione) trova appoggio - se non alibi - in una normativa che, concepita per arginare alcune situazione di emergenza per la saluta pubblica, diventa poi per il privato il pretesto per non intervenire o almeno dilazionare l’intervento. Va bene il ritardo, fa parte purtroppo di certa cultura del nostro paese e noi stessi, talvolta, non ne siamo esenti. Ma se la stessa legislazione che nelle sue pieghe permette (se non favorisce) la “intempestività”, allora c’è qualcosa che non va. E tanto più se questa inadempienza viene supinamente accettata dall’opinione pubblica.

A pagarne il prezzo ovviamente sono i cittadini, a guadagnare solo i media che fanno pagine sul tema e anche il Comune rischia di restare sempre più con il cerino in mano , nonostante tutta la buona volontà e l’impegno su un versante che deve essere in cima ai pensieri del pubblico e del privato.

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23 Settembre 1943 Salvo d'Acquisto si offre in cambio della vita di 22 civili rastrellati dai tedeschi per rappresaglia contro un attentato compiuto il giorno prima, viene fucilato a Roma, in località Torrimpietra. Riceverà la Medaglia d'Oro al Valor Militare.

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