Milano, 20 febbraio 2019   |  
Economia   |  Lombardia

Botteghe e attività storiche: la Lombardia vara una legge che punta alla loro salvaguardia

Previsti incentivi, agevolazioni e sgravi fiscali. Stanziati 900 mila euro per il triennio 2019-2021. Tremila le imprese che avrebbero titolo per il riconoscimento

cermenati piazza lecco


Salvaguardare e valorizzare le botteghe storiche e artigiane della Regione. E’ l’obiettivo della legge approvata con 71 voti dal Consiglio regionale (relatore il Presidente della Commissione Attività Produttive Gianmarco Senna – Lega) per la cui attuazione sono stati stanziati 900 mila euro nel triennio 2019-2021 e spese di investimento per l’anno 2021 quantificate in euro 2.500.000.

La Lombardia già nel 2009 si è dotata di un Registro regionale dei luoghi storici del commercio di Lombardia che comprende 1756 imprese lombarde storiche con più di 50 anni di attività, alle quali è stato conferito un riconoscimento identificativo. Adesso però la Regione con la legge ad hoc, punta a sancire a livello legislativo la rilevanza del patrimonio delle attività storiche e di tradizione per sostenerle in modo più efficace anche attraverso incentivi, agevolazioni e sgravi fiscali.

“In questo modo – ha detto il relatore Gianmarco Senna – si riconoscere formalmente la rilevanza del patrimonio delle attività storiche e di tradizione e di sostenere in modo più efficace, portando a rango legislativo il percorso di valorizzazione già messo in atto per le attività commerciali, estendendo tale possibilità anche alle botteghe artigiane. Inoltre si rende continuativo e più significativo il sostegno di Regione Lombardia anche attraverso forme di incentivazione, agevolazione e sgravio fiscali”.

Ai negozi e attività commerciali già nel Registro regionale dei luoghi storici del commercio si aggiungeranno le altre imprese storiche che potranno essere riconosciute grazie alla legge regionale approvata. Secondo alcune stime sono circa 3.000 le imprese artigiane lombarde che potrebbero presentare richiesta di riconoscimento.

La legge è stata commentata favorevolmente da parte di tutti i gruppi. Per Samuele Astuti del PD “è importante avere inserito nella legge, che può disporre di importanti finanziamenti per la sua attuazione, non solo la tutela delle botteghe storiche ma anche delle realtà artigiane”, mentre Monica Forte del Movimento 5 Stelle ha evidenziato che “salvare le botteghe storiche vuol dire non solo salvaguardare l’anima delle nostre città e dei nostri quartieri ma anche consentire la trasmissioni di mestieri che rischiano di scomparire”. Per Claudia Carzeri di Forza Italia il provvedimento “favorisce anche il ricambio generazionale e dunque consente la formazione per i giovani”. Apprezzamenti per il lavoro svolto sono arrivati anche da Elisabetta Strada dei Lombardi Civici Europeisti.

Collegati alla legge sono stati approvati anche alcuni ordini del giorno che chiedono alla Giunta di intervenire con politiche che aiutino a ridurre il costo degli affitti e a sostenere le imprese che aiutano i giovani con assunzioni di apprendistato e valorizzano l’alternanza scuola-lavoro (Samuele Astuti, PD), a favorire le botteghe storiche con agevolazioni IRAP (Claudia Carzeri, Forza Italia) e ad attivarsi con i Comuni lombardi affinché siano informati che possono vietare o subordinare le autorizzazioni commerciali che non sono compatibili con la valorizzazione del patrimonio culturale cittadino (Silvia Scurati, Lega).

“Questa norma – spiega il consigliere regionale del Pd Raffaele Straniero - è condivisa da tutte le forze politiche e anche noi abbiamo dato il nostro contributo inserendo tra le attività storiche meritevoli di sostegno anche le botteghe artigiane. Avremmo voluto un impegno maggiore sul fronte degli affitti, perché spesso sono proprio quelli a determinare la chiusura di un'attività nei centri storici, ma la maggioranza non ha ritenuto di varare una misura di sostegno per questa voce. Siamo quindi a un buon punto di partenza che potrà essere migliorato in futuro.”

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