Lecco, 19 maggio 2017   |  

Bione: servono soldi per i lavori di messa in sicurezza

di Rosa Valsecchi

Lunedì in consiglio comunale verrà presentata la variazione al bilancio di previsione di 190 mila euro (60 mila in spesa corrente e 130 mila euro in conto capitale)

bione

In commissione si torna a parlare del centro sportivo del Bione e si riparte da dove il racconto si era interrotto. Ieri sera l’assessore allo sport Stefano Gheza ha riassunto il quadro della situazione attuale e tracciato le linee guida che verranno seguite nell’immediato futuro, a cominciare già dal consiglio comunale in programma per lunedì 22 maggio. Durante la seduta verrà infatti votata la variazione al bilancio di previsione di 190 mila euro (60 mila in spesa corrente e 130 mila euro in conto capitale), somma necessaria per consentire il completamento dei lavori di messa in sicurezza e l’ottenimento delle certificazioni che ad oggi mancano. Altro fronte su cui si sta cercando una soluzione è quello riguardante la proprietà del demanio di alcune aree che fanno parte del centro sportivo, tema che verrà anch’esso discusso lunedì in consiglio.

«L’obiettivo entro la fine dell’estate - sottolinea l’assessore Gheza - è quello di riuscire a predisporre un bando di gestione di due anni, dall’1 agosto 2017 al 31 agosto 2019». Certo, i punti interrogativi che ruotano intorno a questa delicata vicenda, che sembra ancora parecchio lontana da una soluzione definitiva, sono molti. A cominciare innanzitutto dalla domanda, ancora senza risposta, sul titolo con cui Sport Management ad oggi risulta ancora gestore del centro e, conseguentemente, su tutti gli aspetti legali collegati, come, ad esempio, la copertura garantita dalla polizza assicurativa della società, problema sollevato dal consigliere Massimo Riva del Movimento 5 Stelle. Ma su un punto ormai non ci sono dubbi: prima di rimettersi al tavolo e discutere un eventuale nuovo bando servono i soldi, anche se non è chiaro cosa sia già stato fatto e cosa resti da fare del lungo elenco di interventi di messa in sicurezza che era stato stilato.

«Se i 60 mila euro di lavori di adeguamento fossero stati spesi 10 anni fa, al tempo del bando del 2007, oggi non ci troveremmo in questa situazione - replica Stefano Gheza -. Il fatto che poi la società oggi non abbia titolo giuridico per gestire non significa che sia illegittima, gli abbiamo chiesto noi di farlo». Insomma uno spiraglio in fondo al tunnel comincia a intravedersi. «Qualche risposta anche questa sera è stata data - ha sottolineato il capogruppo del Pd Vittorio Gattari - chiedo di concentrarci sul presente sul futuro del Bione, consapevoli che il percorso è quantomeno cominciato. In questa vicenda ci sono stati pochi atti politici, a parte la variazione di bilancio che andrà in discussione lunedì. Tutto è in mano al lavoro degli uffici».

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