Roma, 17 aprile 2017   |  

Benedetto XVI: Fede e profezia del primo Papa emerito della storia

di Gabriella Stucchi

Il libro è molto interessante, perché propone con chiarezza e documentazione le varie fasi del pontificato

Benedetto XVI libro

Il 16 aprile 2017 Benedetto XVI compie novant’anni. Il libro di Giovan Battista Brunori, giornalista professionista, ripercorre le varie tappe del cammino del Papa emerito, offrendo - come dice P. Federico Lombardi nella Prefazione - «un contributo originale alla lettura di alcune vicende del pontificato».

Nel Prologo l’autore parte dalla “rinuncia” al pontificato comunicata dallo stesso Benedetto l’11 febbraio 2013: commozione, sgomento, sconcerto…
Inizia quindi la ricostruzione della vita di Joseph Ratzinger, dalla sua nascita in Baviera, «regione stupenda», che ha impresso in lui anche la passione per la musica e il canto. Una famiglia unita, molto religiosa, con i fratelli Georg e Maria. Nel 1943, a sedici anni, Joseph è chiamato a prestare servizio militare, impegnato nel servizio di difesa antiaerea di Monaco; poi è assegnato al servizio di lavoro obbligatorio del Reich, infine assegnato alla caserma di Traunstein, dove vive la sua famiglia.

Nel 1945, identificato come soldato, a mani alzate viene arrestato come prigioniero di guerra, internato in un campo di concentramento americano a Ulm. Esperienze che segnano profondamente il giovane Joseph, che però ogni giorno appunta sul suo taccuino riflessioni su Dio e sul mondo. Rilasciato dopo due mesi, rientra a casa insieme al fratello Georg.

I due fratelli entrano in seminario a Frisinga; Joseph ha diciannove anni, studia il personalismo, si accosta a figure come quella del pensatore ebreo Martin Buber e a S. Agostino ed è affascinato dal suo maestro Söhngen. Prosegue gli studi di teologia a Monaco, dove insegnano i migliori teologi del tempo. Il 29 giugno 1951 Joseph riceve l’ordinazione sacerdotale insieme al fratello Georg e inizia il servizio come viceparroco a Monaco, ma dopo solo un anno gli viene chiesto di insegnare nel seminario di Frisinga, dopo aver conseguito il titolo di dottore in teologia. Poi è a Bonn e dal 1963 a Münster e partecipa come esperto al Concilio Vaticano II, sempre suscitando grande apprezzamento.

Gli anni della contestazione studentesca del Sessantotto e la diffusione del marxismo sono vissuti da Ratzinger come un trauma. Accetta la cattedra d Tubinga, ma a causa di qualche divergenza con Küng si trasferisce a Ratisbona, dove aumenta il numero di allievi che seguono il professore.

Il 28 maggio 1977 Ratzinger è nominato Arcivescovo di Monaco e Frisinga, col motto: “Collaboratori della verità” e il 27 giugno è creato cardinale da Paolo VI, che riconosce l’importanza della sua ricerca teologica. Il nuovo papa Giovanni Paolo II lo chiama a Roma e viene nominato prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, presidente della Pontificia commissione biblica e della Commissione teologica internazionale. «La Chiesa di Ratzinger dice le cose con chiarezza e cerca il dialogo fruttuoso»: questi i principi che regolano l’operato del collaboratore del papa. Il catechismo della Chiesa universale è il frutto del lavoro di sei anni (1986-1992).

La malattia di Wojtyla, la morte, il Conclave, la nomina di Benedetto XVI, il suo proposito di ritorno all’essenziale della fede sono esposti con chiarezza e documentazione. Il dialogo con i lontani; il dialogo tra ragione e fede; l’enciclica Deus caritas est; i dibattiti suscitati da alcuni interventi (cfr. Lectio magistralis di Ratisbona) sono punti del pontificato di Benedetto XVI, che anche dà luogo al rinnovamento del Sinodo dei vescovi.

Ma la priorità, già dall’inizio del pontificato, è la riscoperta della liturgia «fonte e culmine della vita della Chiesa». Un tema molto dibattuto e ben riprodotto nel testo.
La svolta alla gestione dello Ior per effettuare una trasparenza totale; le norme contro la pedofilia; i grandi documenti (tre encicliche); tre libri su Gesù di Nazaret; le omelie: sono forme con cui il forte impegno di Benedetto si rivela al mondo, partendo dai problemi quotidiani e proponendo una visione di speranza e di fraternità che ha alla base l’amore, caritas, una forza che ha la sua origine in Dio, Amore eterno e Verità assoluta.

Il 2009 è un anno gravido di dolori per il pontefice, che prende due decisioni importanti: la revoca delle scomuniche ai lefebvriani e il dialogo con i cristiani separati da Roma (anglicani e ortodossi). È inoltre l’anno del pellegrinaggio in Terrasanta, dove vivono ebrei, musulmani e cristiani: la visita si rivela un grande successo e rinsalda i legami tra papa Benedetto e il mondo ebraico.

Ratzinger compì ventiquattro viaggi internazionali, rivelando in ognuno la sua idea di Chiesa del futuro, in una società molto secolarizzata. Ma Benedetto si mostra sempre più consapevole dei suoi limiti fisici. Compie ancora un grande gesto: l’11 ottobre 2012 apre l’anno della fede e, nonostante il senso del dovere che lo anima, decide di dimettersi. Scrive un nuovo capitolo nella storia della Chiesa: la rinuncia al pontificato e il 2 maggio 2013 si ritira nel monastero Mater Ecclesiae, all’interno dei giardini vaticani. Emblematiche le sue parole: «Non abbandono la croce, ma resto in modo nuovo…, nel servizio della preghiera».

Il libro è molto interessante, perché propone con chiarezza e documentazione le varie fasi del pontificato di Benedetto XVI, papa timido, ma dal pensiero forte e brillante, che ama la vita riservata e ha affrontato con coraggio le critiche, non nascondendo le sue fragilità, innovando profondamente, invitando a rimanere saldi nella Parola di Dio. Il suo filo conduttore: «Il cristianesimo dà gioia, allarga gli orizzonti».

Giovan Battista Brunori: BENEDETTO XVI –Fede e profezia del primo Papa emerito della storia – Paoline- euro 28

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