Roma, 22 gennaio 2018   |  

Bassetti indica i temi fondamentali per il bene comune

«Ricostruire la speranza, ricucire il Paese, pacificare la società».

Bassetti

Sono le tre «sfide» per l’Italia tracciate dal cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, nella prolusione di apertura del Consiglio episcopale permanente che si svolge a Roma da oggi a giovedì.

Prima tra le questioni di attualità affrontate dal Cardinale Presidente della Cei, quella delle migrazioni è «un tema complesso e cruciale, la cui discussione pubblica, però, è troppo spesso influenzata da equivoci, incomprensioni e contese politiche», ha detto Bassetti, chiarendo che «i poveri, tutti i poveri, anche quelli forestieri di cui non sappiamo nulla, appartengono alla Chiesa “per diritto evangelico” come disse Paolo VI» e per questo «ogni cristiano è chiamato ad andare verso di loro con un atteggiamento di comprensione e compassione. Proprio per questo – ha precisato il Porporato – bisogna reagire a una “cultura della paura” che, seppur in taluni casi comprensibile, non può mai tramutarsi in xenofobia o addirittura evocare discorsi sulla razza che pensavamo fossero sepolti definitivamente. Non è chiudendo che si migliora la situazione del Paese», ha detto Bassetti richiamando le parole del Papa sul fatto che non è peccato avere paura, «il peccato è lasciare che queste paure determinino le nostre risposte».

Bassetti ha poi richiamato le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e l’impegno della Settimana sociale dei cattolici a Cagliari per affrontare il problema del lavoro e riassumere in una formula gli obiettivi da perseguire: «lavorare meglio, lavorare tutti». La «emergenza» del lavoro, ha proseguito, è «resa ancora più impellente dai dati relativi alla disoccupazione giovanile: sono troppi i nostri ragazzi che vengono ingiustamente mortificati nel loro talento e duramente provati nelle loro aspettative di vita, costringendoli spesso ad un’amara e dolorosa emigrazione. È un grido di dolore e di aiuto quello che viene dai nostri giovani. Che va raccolto e va fatto nostro. Come faremo nel prossimo Sinodo dei Vescovi».

Altro dato inquietante citato da Bassetti, «quello relativo alla condizione di povertà assoluta delle famiglie - si parla di oltre un milione e mezzo - con un aumento di ben il 97% rispetto a dieci anni fa. Se si fermano le famiglie, si ferma il motore sociale del Paese. Smette di battere il cuore della società. È necessario ripeterlo con forza: è urgente e doveroso aiutare, curare e sostenere, in ogni modo possibile, le famiglie italiane». Al proposito Bassetti ha accolgo con favore la «ampia condivisione» che ha accolto il «Patto per la natalità» del Forum delle Associazioni familiari, auspicando però che «alle dichiarazioni compiaciute segua la volontà concreta di porre le politiche familiari come priorità all’interno dei vari programmi in vista delle elezioni».

Il Presidente della Cei ha infine parlato delle prossime elezioni politiche del 4 marzo, partendo dal riecheggiare l’appello di Mattarella: «Come Vescovi ci uniamo innanzitutto all’appello del Capo dello Stato a superare ogni motivo di sfiducia e di disaffezione per partecipare alle urne con senso di responsabilità nei confronti della comunità nazionale», ha detto. La Chiesa, ha poi chiarito l’Arcivescovo di Perugia, «non è un partito e non stringe accordi con alcun soggetto politico» ma dialoga con tutti. Dialogare significa “cercare il bene comune per tutti”».

Bassetti ha poi ricordato che quella politica è una «vocazione», ha ribadito l’appello alla «sobrietà» : in questa grande opera, è auspicabile l’impegno di tutte le persone di buona volontà, chiamate a superare le pur giustificate differenze ideologiche per raggiungere una reale collaborazione nel servizio del bene comune», a partire da questioni come la scuola.

Ai «cattolici in politica» infine Bassetti ha sottolineato, in particolare, di avere cura «senza intermittenza, dei poveri e della difesa della vita. Sono due temi speculari, due facce della stessa medaglia, due campi complementari e non scindibili. Non è in alcun modo giustificabile chiudere gli occhi su un aspetto e considerare una parte come il tutto. Un bambino nel grembo materno e un clochard, un migrante e una schiava della prostituzione hanno la stessa necessità di essere difesi nella loro incalpestabile dignità personale. E di essere liberati dalla schiavitù del commercio del corpo umano, dall’affermazione di una tecnoscienza pervasiva e dalla diffusione di una mentalità nichilista e consumista». In merito, in particolare, al testamento biologico, «ci preoccupa – ha spiegato il Presidente della Cei – la salvaguardia della speciale relazione tra paziente e medico, la giusta proporzionalità delle cure - che non deve mai dar luogo alla cultura dello scarto -, la possibilità di salvaguardare l’obiezione di coscienza del singolo medico e di evitare il rischio di “aziendalismo” per gli ospedali cattolici».

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Caleidoscopio

24 Febbraio 1990 a Roma muore Alessandro Pertini detto Sandro (era nato a San Giovanni di Stella il 25 Settembre 1896), settimo presidente della Repubblica Italiana, in carica dal 1978 al 1985.

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