Introbio, 13 marzo 2018   |  

“Ballata senza nome”, il nuovo romanzo di Massimo Bubola

Domenica 18 marzo incontro con l’autore Massimo Bubola nella Sala Cinematografica di Pasturo alle ore 20.45. L’autore sarà intervistato da Ruggero Meles. Ingresso libero.

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Massimo Bubola è un musicista italiano che ha al suo attivo collaborazioni importanti nella stesura di testi o come arrangiatore. L’esperienza più significativa è stata quella vissuta a fianco di Fabrizi De André.

Domenica 18 marzo l’autore presenta nella Sala Cinematografica di Pasturo alle ore 20.45 il suo ultimo romanzo dal titolo: “Ballata senza nome”. Bubola sarà intervistato da Ruggero Meles. Interverrà il coro “Chichecanta” diretto da Renata Tomasella. Ingresso libero.

«A cento anni dalla battaglia di Caporetto, uno dei più importanti scrittori di canzoni italiani dà voce ai soldati caduti nella Grande Guerra. Un'opera di ampio respiro letterario, storico e culturale, che racconta un momento cruciale della nostra storia, e nello stesso tempo, grazie alla prosa musicale e raffinata di Bubola, ci restituisce le voci, i sentimenti e le passioni di un'Italia oggi scomparsa».

L'opera di Bubola rappresenta l’antologia di Spoon River della Grande Guerra. Recitano i versi della sua ballata «Senza più voglia di battaglie, andremo via. Senza premi, né medaglie, andremo via. Con un tuono senza voce andremo via. Senza un nome sulla croce andremo via».

La vicenda prende le mosse da un contesto ben preciso: basilica di Aquileia, 28 ottobre 1921. Al centro della navata sono adagiate undici bare. Davanti a loro una donna: Maria Bergamas. Tutti gli occhi dei presenti sono rivolti alle bare e a questa donna italiana, scelta in rappresentanza di tutte le madri che avevano perso un figlio durante la Prima guerra mondiale, del quale non sono state restituite le spoglie. A lei il compito di scegliere tra quelle undici bare quella da tumulare a Roma nel Monumento al Milite Ignoto, simbolo di tutti i militari italiani caduti nella Grande Guerra. Mentre Maria passa in rassegna i feretri, ogni caduto le racconta una storia struggente.

Massimo Bubola in questa «ballata» fonde le sue eccezionali doti di musicista con una sensibilità linguistica davvero rara: fa rinascere parole dimenticate, le armonizza e le «mette in musica», e dà alla luce un'opera destinata a rimanere nel tempo, sia per il suo valore storico e culturale, sia per la sua qualità lirico-letteraria.

 

 

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