Lecco, 24 agosto 2020   |  

Auto in fringe benefit, rileva la stipula dell’atto di assegnazione dal 1° luglio

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

L’atteso chiarimento sulla decorrenza della nuova disciplina prevista dall’art. 51 comma 4 lett. a) del TUIR è stato fornito dall’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 46 del 14 agosto.

agenzia entrate

Con riferimento alla nuova disciplina dei fringe benefit per le auto concesse in uso promiscuo ai dipendenti, per individuare i “contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020” rileva il momento della sottoscrizione dell’atto di assegnazione da parte del datore di lavoro e del dipendente per l’assegnazione del benefit; la medesima data rileva anche ai fini del requisito della “nuova immatricolazione”. L’atteso chiarimento sulla decorrenza della nuova disciplina prevista dall’art. 51 comma 4 lett. a) del TUIR è stato fornito dall’Agenzia delle Entrate nella risoluzione n. 46 del 14 agosto.

Ai sensi dell’art. 1 comma 632 della L. 160/2019, la nuova disciplina si applica ai veicoli “di nuova immatricolazione (...) concessi in uso promiscuo con contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020”. Tale locuzione ha generato numerosi dubbi applicativi.

In relazione alla portata della locuzione “di nuova immatricolazione”, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che la stessa va ricondotta agli autoveicoli, motocicli e ciclomotori immatricolati dal 1° luglio 2020, a nulla rilevando la data di entrata in vigore della legge di bilancio 2020 (1° gennaio 2020). Pertanto, sia per ragioni logico-sistematiche che di coerenza temporale del nuovo regime, l’Agenzia non ritiene plausibile considerare due diversi momenti ai fini dell’operatività della norma in commento, ovvero il 1° gennaio 2020 per il rispetto del requisito temporale dell’immatricolazione, mentre il 1° luglio 2020 per il rispetto dell’altro requisito temporale relativo alla stipula del contratto, con il quale è concesso in uso promiscuo il benefit.

Ne consegue che, fatto salvo il rispetto del momento in cui l’autoveicolo, il motociclo o il ciclomotore è concesso in uso promiscuo al dipendente, il requisito temporale relativo all’immatricolazione è da ricollegarsi alla data della stessa, ovvero se antecedente al 1° luglio 2020 o a far data dalla medesima. Solo in quest’ultimo caso, pertanto, si riterrà soddisfatto il requisito temporale relativo all’immatricolazione.

Affinché la nuova formulazione della lettera a) del comma 4 dell’art. 51 del TUIR possa trovare applicazione è inoltre necessario che gli autoveicoli, motocicli e ciclomotori siano “concessi in uso promiscuo con contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020”.

Al riguardo, l’Agenzia osserva che, ai sensi dell’art. 1321 c.c., “il contratto è l’accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico patrimoniale” ovvero suscettibile di valutazione economica (art. 1174 c.c.).

Ciò detto, l’Agenzia rileva che la concessione dell’auto in uso promiscuo non è da considerare un atto unilaterale, da parte del datore di lavoro, dal momento che il lavoratore deve accettare il benefit, sottoscrivendo le condizioni previste per l’utilizzo dell’autoveicolo, del motociclo o del ciclomotore (si pensi, ad esempio, alle condizioni relative all’ipotesi di incidente, alle riparazioni, al pagamento di multe al rifornimento alla pompa di benzina, alle spese di parcheggio, alle modalità di tassazione del benefit; il lavoratore, infatti, può chiedere che l’importo del benefit gli venga trattenuto dallo stipendio e non farlo concorrere alla base imponibile).

L’Agenzia delle Entrate ritiene quindi che il momento della sottoscrizione dell’atto di assegnazione da parte del datore di lavoro e del dipendente per l’assegnazione del benefit costituisca il momento rilevante al fine di individuare i “contratti stipulati a decorrere dal 1° luglio 2020”.

Inoltre, l’Agenzia rileva che la nuova disciplina deve essere valutata anche alla luce del principio di cassa, che presiede la determinazione del reddito di lavoro dipendente, in applicazione del quale la retribuzione deve essere imputata in base al momento di effettiva percezione della stessa da parte del lavoratore; il momento di percezione del bene in natura coincide con quello in cui il fringe benefit esce dalla sfera patrimoniale dell’erogante per entrare in quella del dipendente.


Necessaria l’assegnazione dell’auto al dipendente

Pertanto, anche in ragione della lettera della norma in esame volta a disciplinare “la concessione in uso promiscuo del benefit”, secondo l’Agenzia affinché la nuova disciplina trovi applicazione è necessario, tra l’altro, che l’autoveicolo, il motociclo o il ciclomotore sia assegnato al dipendente a decorrere dal 1° luglio 2020.
La risoluzione afferma inoltre che nell’ipotesi in cui il contratto di concessione in uso promiscuo del veicolo sia stipulato dopo il 1° luglio 2020 ma il veicolo sia stato immatricolato prima di tale data, il benefit dovrà essere fiscalmente valorizzato per la sola parte riferibile all’uso privato dell’autoveicolo, scorporando quindi dal suo valore normale l’utilizzo nell’interesse del datore di lavoro (cfr. ris. Agenzia delle Entrate n. 74/2017).

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