Lecco, 21 aprile 2017   |  

Artigiani: "Morto un voucher, se ne fa un altro"

In attesa che si riesca ad adottare rapidamente una soluzione a “zero complessità”, Confartigianato sta esaminando ipotesi alternative

cesare fumagalli confartigianato

Cesare Fumagalli

E’ il segretario nazionale di Confartigianato Cesare Fumagalli a gettare un sasso nello stagno sul tema dei defunti voucher: “La vicenda ripropone la sindrome italica della 'tela di Penelope’, la consuetudine di fare e disfare le leggi senza pensare alle conseguenze. Cancellare i voucher è stato un errore: non regge la motivazione di qualificare come indice di abuso la crescita del loro utilizzo, che peraltro ha raggiunto, al suo massimo, lo 0,23% delle ore lavorate e che, con l’introduzione della tracciabilità nel 2016, era stata comunque frenata e consentiva di effettuare controlli per evitare possibili usi fraudolenti. Prima di decretarne la morte, sarebbe stato opportuno attendere i risultati di un monitoraggio dell’uso dei buoni lavoro. Soltanto così avremmo avuto l’esatta cognizione di come sono stati utilizzati e se davvero ne è stato fatto un uso illegittimo.”

“I voucher – commenta Vittorio Tonini, segretario generale di Confartigianato Lecco – rappresentavano per le imprese l’unico strumento per remunerare prestazioni saltuarie ed occasionali, favorire occasioni di lavoro, offrire opportunità di guadagno legale, regolamentato e tracciato. Erano uno strumento semplice che finalmente riportava alla luce del sole tutte quelle attività nascoste nel sommerso. Cancellare i voucher ha significato negare la realtà del nostro mercato del lavoro, che richiede anche prestazioni saltuarie e occasionali. Adesso bisogna ricominciare da capo, ma nel frattempo le imprese non dispongono di alcuno strumento in materia di lavoro accessorio. Occorre trovarne un altro che abbia la stessa capacità di non complicare la vita di chi lo utilizza, sia il committente sia il lavoratore. Che non riproponga costosi adempimenti amministrativi e obblighi burocratici che ingessano i rapporti di lavoro. Ma riprodurre questi pregi è difficile: se i voucher devono rinascere con le stesse caratteristiche, tanto valeva tenersi gli originali”.

In attesa che si riesca ad adottare rapidamente una soluzione a “zero complessità”, Confartigianato sta esaminando ipotesi alternative che fanno riferimento a un “restyling” del lavoro a chiamata, da adattare alle diverse dimensioni d’impresa.

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