Como, 03 maggio 2018   |  
Cronaca   |  Lombardia

Arrestato in Marocco narcotrafficante comasco latitante da anni

Angelo Filippini deve scontare una pena superiore agli undici anni

trafficante filippini

Gli organi di Polizia Internazionale (INTERPOL) in Marocco hanno informato il Comando Provinciale dei Carabinieri di Como che nella precedente data del 12.04.2018 in Marocco, nella cittadina costiera di Temara sita a 15 Km circa dalla capitale Rabat, la Gendarmeria Reale Marocchina, a fronte del rintraccio e localizzazione effettuata dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Como, aveva proceduto all’arresto del latitante in campo internazionale Angelo Filippini, nato a Como il 18.09.1944, colpito da provvedimento di cattura, emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Milano, per scontare la pena di anni 11, mesi 7 e giorni 20 di reclusione per traffico internazionale di stupefacenti.

La prolungata e serrata attività di ricerca del latitante, condotta dal Nucleo Investigativo di Como, ha consentito inizialmente, in diversi mesi di indagine, di ricostruire l’intero periodo di latitanza del ricercato, resosi irreperibile fin dal 1996, latitante da ben 22 anni, per poi, finalmente, localizzarlo in quella Nazione del Nord Africa.

L’articolata e complessa attività di ricerca del latitante, coordinata dalla Procura Generale di Milano, titolare del provvedimento restrittivo in parola, ha impegnato i militari comaschi nella capillare analisi degli spostamenti e delle relazioni interpersonali e commerciali di Filippini, in particolare degli ultimi 10 anni, analisi mediante la quale si sono potute delineare le abitudini di ogni soggetto familiare che è entrato in contatto con il ricercato così da individuarne le modalità esclusive di comunicazione finalizzate alla sua definitiva localizzazione.

L’arresto di Filippini è certamente motivo di soddisfazione per l’Arma di Como : inquadrato quale partecipe dell’organizzazione criminale ‘ndranghetista “Spinella – Ottinà”, operante in Provincia fin dai primi anni ’80, imperversando tra Como, Fino Mornasco e Rovellasca, forniva ai vertici dell’organizzazione un capannone di sua proprietà sito nel Comune di Rovellasca, nel quale veniva custodita l’eroina acquistata da fornitori turchi, ricevendo per tale apporto una consistente somma di denaro (30 milioni delle vecchie Lire per ogni carico custodito), provvedendo altresì personalmente al confezionamento e alla successiva consegna per commercializzazione delle varie partite, nell’ordine di circa 100/200 Kg al mese, ogni qual volta veniva disposto dai “capi” della cosca.

L’azione incessante del Nucleo Investigativo, che ha ripreso con ostinazione la ricerca dell’ultimo latitante storico dell’indagine convenzionalmente denominata “Smirne”, operazione che ebbe il suo incipit a Seminara (RC), un centro della piana di Gioia Tauro, zona di influenza della cosca mafiosa “Santaiti”, alla quale erano prossimi anche gli “Spinella – Ottinà”, ha quindi permesso di individuarlo in Marocco nella cittadina costiera di Temara, ove lo stesso viveva sotto falso nome, pur mantenendo stretti contatti con l’ Italia, occupandosi di intermediazione nel settore immobiliare ed edile marocchino. All’atto dell’arresto, il FILIPPINI è stato di fatto trovato in possesso di documenti contraffatti, nell’occasione di un passaporto rilasciato dalle autorità Bulgare sotto falso nome, ma le note imperfezioni fisiche del soggetto (mutilazione del dito medio della mano sx) hanno permesso di giungere al suo fermo prima ed alla successiva convalida dell’arresto ai fini estradizionali.

Al momento ristretto in territorio marocchino, in ragione dei vigenti accordi, si è in attesa di avviare le relative pratiche estradizionali per l’Italia.

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