Calco, 09 agosto 2017   |  

Arlate: il resort Ti-Sana chiude, licenziati 17 dipendenti

di Rosa Valsecchi

Firmato l’accordo per il licenziamento dei lavoratori della struttura di lusso, che ha chiuso definitivamente

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Dopo settimane di incertezza, si è finalmente conclusa la vicenda legata alla misteriosa chiusa del resort di Arlate Ti- Sana. La lussuosa struttura alberghiera immersa nel verde della Brianza, fra lo stupore di tutti, in primis dei dipendenti, aveva chiuso da un giorno con l’altro, senza che ci fosse un apparente motivo.
Solo nelle settimane successive era arrivata la notizia della messa in liquidazione da parte della proprietà, con il conseguente avviamento delle pratiche di licenziamento dei 17 dipendenti.

Un iter che si è fortunatamente concluso nel giro di pochi giorni, grazie anche alla disponibilità della società che è venuta in contro alle richieste degli ormai ex lavoratori di Ti-sana, come spiega Alessio Lobosco, sindacalista della CGil che ha seguito la trattativa insieme alla collega Barbara Cortinovis. «L’8 giugno c’è stato lo scioglimento della società - spiega- con la nomina del liquidatore, l’avvocato Renato Ragozzino. Si tratta di una procedura di messa in liquidazione volontaria motivata dalla decisione di non proseguire con l’attività. Certo, il fatto che non ci sia stato preavviso o comunque altre avvisaglie nei mesi precedenti ha colto impreparati tutti e 17 i dipendenti della società, per i quali stiamo avviando in questi giorni le procedure per la disoccupazione».

Mancanza di risultati economici soddisfacenti, a cui si era aggiunto recentemente anche un guasto all’impianto dell’aria condizionata da oltre 400 mila euro, avrebbero spinto verso questa decisione la società, che aveva assunto gli ultimi due dipendenti poco prima di chiudere :«Abbiamo fatto presente più volte questo particolare anche in sede di trattativa - conclude Alessio Lobosco - e nonostante sul licenziamento, effettivo dal 31 luglio, è stato trovato fortunatamente un accordo più che buono per i lavoratori nel giro di pochi giorni, abbiamo comunque richiesto che sia rispettato il diritto di precedenza in caso di riavvio dell’attività».

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