Lecco, 31 gennaio 2018   |  

Area Leuci. Germano Bosisio: siamo cittadini a cui sta a cuore la collettività

"Se si fosse iniziato da tempo, come da noi più volte sollecitato, un vero percorso di progettazione comune e riutilizzo virtuoso dell’area ex Leuci, oggi perlomeno non saremmo in questa situazione di grande pericolo per l’amianto".

germano bosisio

Ero in dubbio se rispondere o meno all’intervento di Paolo Trezzi, noto “fustigatore” mediatico rispetto alla sua lettera pubblicata su alcuni media locali riguardo l’annosa vicenda dell’ex area Leuci, tradotta col titolo “ La gratuita critica al sindaco Brivio e le lacune del Comitato”.

Faccio parte da tempo dei Promotori del cosiddetto “Comitato CITTADELLALUCE” e mi permetto d’intervenire esclusivamente a titolo personale in quanto i comunicati del nostro comitato sono di prassi preventivamente condivisi da tutti i Promotori.

Quindi, in questo caso, occorrerebbero alcuni giorni per indirizzarne uno ad hoc ai media di risposta. Inoltre, per quel che andrò a spiegare, mi sembrerebbe correre il rischio di alimentare una poco produttiva distrazione mediatica dal cuore dei problemi sottesi. Allo stesso scopo non risponderò ad eventuali contro repliche di Trezzi.

Dicevo di Paolo Trezzi che già in un lontano passato aveva rivolto critiche, secondo lui fondate e più o meno sulla stessa linea di quelle attuali, al percorso/progetto CITTADELLALUCE, peraltro spacciandosi per una fantomatica casalinga, con tanto di pseudonimo.

Gli avevamo puntualmente risposto, anche perché non era la prima volta che lo faceva, inviandogli addirittura una lista di atti e documenti concreti rispetto a quella fase, oggi peraltro superata ( studio preliminare del Politecnico di Milano elaborato su nostra sollecitazione , atti di commissioni provinciali e molto altro).

A cui si sono aggiunti, nel corso del tempo, ulteriori ipotesi progettuali evolutive indicanti linee guida contenutistiche, esempi virtuosi simili già implementate in varie altre località nazionali e internazionali e possibili ipotesi di finanziamento da essi perseguiti.

Ma sul piano documentativo, ulteriormente ampliabile a molti altri aspetti, mi limito solo a richiamare una delle ultime nostre iniziative informative di comparazione : l’interessantissima audizione pubblica dell’assessore alla rigenerazione urbana di Reggio Emilia Alex Pratissoli, dove questa visione, tutt’altro che utopica, si è già tradotta in fatti concreti da tempo.

Peccato che il sig. Trezzi non abbia ritenuto, nella sua intransigente ricerca della concretezza - da sempre anche da noi realmente mai sacrificata - di essere presente.

Come peraltro da tempo ho notato nei suoi contributi di pensiero pubblici una sterzata graduale, ma ben progressivamente delineata, da “fustigatore delle istituzioni” a “fulminato suo fiancheggiatore” … in particolare del sindaco Brivio, che di suo, sa già ben difendersi e da cui, questo sì, vorremmo risposte chiare e dirette.

Ma, per non dilungarmi troppo, occorre anche qui uscire da un enorme equivoco, che, nonostante i nostri tentativi pubblici ripetuti nel tempo, si finge di non voler capire, ben oltre Trezzi .

Per coerenza e praticità argomentativa utilizzo lo stralcio letterale di un nostro precedente comunicato che, pur a grandissima diffusione mediatica, evidentemente anche Trezzi non ha letto:

Il titolo era “NON SIAMO I SALVATORI DEL “BUCO NERO” EX LEUCI, MA E’ IL SISTEMA LECCO CHE DEVE FARSENE CARICO” e diceva “Noi Comitato, e la trentina di realtà varie che lo compongono, non siamo i salvatori di quel “buco nero”( aggravato dal problema dell’amianto) nel cuore della città che è l’area ex Leuci ( e di altre aree dismesse) ma deve essere l’intera collettività con le proprie istituzioni in prima fila, a partire dall’ Amministrazione e dal Consiglio Comunale, a fungere da volano per la sua rigenerazione, vistane le molteplici ed esemplari valenze e visto il meritorio vincolo del mantenimento della destinazione produttiva dell’area approvato all’unanimità, in sede di PGT, dall’intero Consiglio comunale.

Noi, da tempo, stiamo contribuendo “solo” ad indicare una direzione ed una visione progettuale abbinata ad alcune linee guida pur concrete. Ma la guida/innesco non può non essere in primis un ‘Amministrazione Comunale che voglia e sappia coinvolgere tutte le altre componenti. Sarebbe un bel segnale, anche per tutto il Territorio, di inversione del processo di “svuotamento” ed “impoverimento” della città, con innegabili ricadute positive sia sociali che economiche.”

Si blatera tanto di democrazia partecipativa e democrazia dal basso : E’ così difficile capire lo sforzo COSTRUTTIVO che, assieme a molte altre realtà della società civile, associativa e politica ( anche di estrazione non omogenea), stiamo da tempo producendo nella direzione di un coinvolgimento di tutte le componenti del cosiddetto Sistema Lecco, a partire dall’auspicato ruolo motore dell’ Amm. Comunale?
Noi non siamo degli imprenditori, ne abbiamo ruoli istituzionali o simili.

Siamo solo Cittadini a cui sta a cuore la propria collettività, da ben prima che si creasse il “problema amianto”, e che non delegano solo ad altri la funzione di orientamento ad un uso virtuoso dl proprio Territorio, specialmente in chiave economica, sociale e culturale.

Se si fosse iniziato da tempo, come da noi più volte sollecitato, un vero percorso di progettazione comune e riutilizzo virtuoso dell’area ex Leuci, oggi perlomeno non saremmo in questa situazione di grande pericolo per l’amianto, con tutte le non più rinviabili azioni di bonifica.

Questo dovrebbe infine comprendere Trezzi, ma non solo.

Germano Bosisio

 

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

24 Maggio 1883 Il ponte di Brooklyn viene aperto al traffico dopo 14 anni di costruzione

Social

newTwitter newYouTube newFB