Lecco, 08 giugno 2018   |  

Area Leuci: amianto anche nei capannoni, la bonifica si complica

di Rosa Valsecchi

Non solo sulla copertura dell’ex fabbrica di lampadine ma anche negli edifici ci sarebbe presenza di amianto

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Rimuovere la copertura in amianto dell’area Leuci potrebbe causare un’emergenza ambientale ben più grave di quella attuale. La causa sarebbe la quantità indefinita - manca infatti una mappatura precisa – di amianto friabile presente all’interno della struttura, che in caso di rimozione della copertura in eternit verrebbe esposto alle intemperie provocando una situazione potenzialmente ancora più pericolosa. È questa l’ultima svolta nella complessa vicenda riguardante la bonifica dell’ex area industriale di via XI Febbraio, all’ordine del giorno della riunione della commissione ambiente che si tenuta ieri sera in Municipio.

Presenti in salone consiliare tanti residenti della zona confinante con la ex fabbrica di lampadine, che abitano in condomini e abitazioni affacciati sulla distesa di amianto che ricopre l’area.

Furono proprio loro i primi a denunciare questa allarmante situazione di degrado e abbandono ormai quasi due anni fa, con il primo esposto che innescò la procedura di cui ancora oggi si fatica ad intravedere la risoluzione definitiva.

Il 26 giugno sarà passato anche un anno esatto dall’ordinanza sindacale firmata da Virginio Brivio, che chiedeva l’avvio dei lavori di rimozione dell'amianto entro 90 giorni. Un anniversario che non fa altro aumentare la rabbia dei residenti, oggi ancora più preoccupati e spaventati di prima. Stando a quanto dichiarato da Nicoletta Castelli, direttrice del dipartimento di igiene e prevenzione sanitaria dell’Ats, finché non la proprietà e la ditta incaricata dei lavori di bonifica non presenteranno un piano d’intervento completo della mappatura puntuale di tutto l’amianto presente nell'area, non ci potrà essere l’autorizzazione a procedere.

«Questo materiale era già stato notato e segnalato durante il nostro sopralluogo - spiega la dottoressa Castelli - ma ad oggi non abbiamo ancora una mappatura completa, che comprenda sia quello che si vede sia quello che non si vede, potenzialmente il materiale più pericoloso. Amianto friabile, usato, ad esempio, nelle coperture delle tubazioni dell’impianto di riscaldamento». A sostenere la battaglia dei lecchesi che abitano vicino all’ex area Leuci è anche Cinzia Manzoni del Gruppo Aiuto Mesotelioma Lecco, che commenta amaramente: «Sono senza parole, non si può essere ancora a questo punto a distanza di un’anno. Sul problema dell’amianto friabile Ats ha perfettamente ragione, ma visto che parliamo di un’area dove le persone lavoravano fino a poco tempo fa, mi chiedo perché questo problema è emerso soltanto ora?».

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