Lecco, 09 dicembre 2017   |  

Arcivescovo Delpini: “Essere santi e immacolati nella carità”

A esibrsi in Duomo un coro che ha riunito 21 detenuti del carcere di massima sicurezza di Opera, immigrati del Centro Agrisol, 14 musicisti tra violinisti, violoncellisti e clarinettisti e 42 fedeli.

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“Una devozione intensa e sobria, perché il senso di concretezza dei milanesi rifugge da quel gusto per lo straordinario e miracolistico che talora caratterizza la devozione popolare”.

L’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha definito così la tradizione spirituale della città e la sua devozione per Maria, durante l’omelia della Messa che ha presieduto nel duomo, nella solennità dell’Immacolata Concezione. “Forse si può dare voce alle pietre e ai colori del nostro duomo con il ‘Cantico della piena di Grazia’ – ha aggiunto -. Duomo abitato da uno slancio verso un compimento necessario. Tutto il duomo tende verso la Madonnina per dire: piena di Grazia in ogni angolo della cattedrale, in ogni colore delle vetrate, in ogni opera d’arte e di sapienza dell’artigianato. Maria splende sulla guglia più alta del duomo e della città per dire della destinazione ultima, della mèta desiderata”.

Ai fedeli presenti mons. Delpini ha rivolto un invito: “Essere santi e immacolati nella carità, perché predestinati a essere figli adottivi mediante Gesù Cristo”. Per riuscirci, bisogna quindi non disperdersi “nella banalità dei giorni”, non chiudere il “vostro orizzonte su quello che è prevedibile, calcolabile, programmabile”.

Al termine della Messa, il coro ha intonato il canto finale Natività. Un coro che ha riunito 21 detenuti del carcere di massima sicurezza di Opera, immigrati del Centro Agrisol, 14 musicisti tra violinisti, violoncellisti e clarinettisti e 42 fedeli.

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