Lecco, 19 luglio 2019   |  

Ancos Confartigianato dona un biometro ottico al Manzoni

di Stefano Scaccabarozzi

Strumentazione da 25mila euro che permetterà diagnosi e rilievi più veloci e precisi.

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È già in funzione nel reparto di Oculistica dell'ospedale Manzoni di Lecco il biometro ottico di ultima generazione, dal valore di 25mila euro, donato da Ancos (Associazione nazionale comunità sociali e sportive) di Confartigianato.

La nuova strumentazione viene solitamente utilizzata per effettuare esami biometrici prima di un intervento di cataratta, consentendo di misurare in tempo reale la lunghezza del bulbo oculare, la curvatura della cornea e la profondità della camera anteriore dell'occhio prima di procedere con l'operazione.

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Cesare Fumagalli, Daniele Riva, Paolo Favini, Vittorio Tonini e Giovanni Gatti

 

“Si tratta – spiega il direttore generale dell'Asst di Lecco Paolo Favini – di un'attrezzatura di grande avanguardia per velocizzare e potenziare le capacità diagnostiche e terapeutiche delle nostre prestazioni oculistiche, con importanti ricadute anche sulle liste di attesa. In questo modo si dà una risposta certamente agli anziani, visto l'utilizzo per gli interventi alle cataratte, e quindi si inserisce nel percorso di presa in carico del paziente cronico. Oltre a Confartigianato voglio ringraziare Giulio Boscagli, che ha fatto da collegamento per segnalare questa necessità”.

A rappresentare l'associazione degli artigiani alla cerimonia di consegna, il segretario generale Cesare Fumagalli, il presidente della territoriale lecchese Daniele Riva e il segretario Vittorio Tonini.

“Noi – ha spiegato Fumagalli - restiamo un'associazione di impresa, ma siamo fortemente convinti che la piccola impresa prospera nelle società in cui c'è benessere e questo dipende anche dalle condizioni e della salute delle persone. Questa donazione fa seguito a quella di un pullmino per trasporto disabili all'Airoldi e Muzzi e a quella del defibrillatore per il centro sportivo Bione di Lecco. Sono iniziative che portiamo avanti in molte province, con una parte delle nostre risorse che è destinata anche fuori dall'Italia. Per esempio finanziamo una scuola dei mestieri nel sud dell'Etiopia e siamo presenti anche in Palestina e Giordania, con progetti sempre rivolta alla formazione di giovani e della comunità locale”.

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Gatti, Favini e Fumagalli

 

A illustra le principali caratteristiche del nuovo biometro è il dottor Giovanni Gatti, oculista dell'Asst di Lecco: “Si tratta di un'attrezzatura importatissima, che attendevamo con una certa ansia e quindi è subito operativa. Fino a oggi la diagnostica ecografica biometrica, finalizzata a stabilire i dati del singolo paziente per poi decidere quale impianto cristallino utilizzare dopo l'operazione alla cataratta, era fatta con uno strumento dispendioso in termini di tempo e che causava disagio per i pazienti, cioè in pochi minuti, senza anestesia o dilatazione delle pupille”.

Tra gli ospedali di Lecco e Merate sono oltre 3mila gli interventi di cataratta che vengono effettuati ogni anno: “Questo strumento – conclude – è molto utile anche per la diagnostica pediatra, perché permette di studiare la crescita del bulbo oculare in certe situazioni. Può essere utilizzato anche nei pazienti affetti da difetti refrattivi forti o già sottoposti a operazioni di chirurgia refrattiva laser”.

 

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