Bormio, 29 dicembre 2018   |  

Ancora Paris a Bormio, vittoria in Super G sulla Stelvio

Una vittoria che proietta nella miglior condizione tecnica e piscologica Paris verso le classiche di gennaio a Wengen, Kitzbuehel e Garmisch.

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Non aveva osato sognarlo neppure lui, ma Dominik Paris è riuscito nell’impresa, dopo la discesa di ieri, di conquistare la vittoria anche nel superG di Bormio sul ghiaccio della terribile pista Stelvio di Bormio. Un solo centesimo di secondo gli ha permesso di precedere l’austriaco Matthias Mayer, autore a sua volta di una gara perfetta, terzo il norvegese Aleksander Kilde a 46/100. Per l’azzurro della Val d’Ultimo è l’11° vittoria, la seconda in superG dopo quella ottenuta nel 2015 a Kitzbuehel.

Eppure la giornata non era iniziata bene per la squadra azzurra con il ritiro di Christof Innerhofer. Inner, che come numero 10 della lista di specialità è stato costretto a partire con il numero uno, ha preso il via senza riferimenti ma con coraggio. Purtroppo dopo pochi secondi ha infilato il braccio destro nella quarta porta del tracciato, il suo busto è andato in rotazione trascinando gli sci in una inutile frenata. La sua gara era già compromessa a questo punto, ma Innerhofer ha continuato a tutta per confermare una condizione che forse in carriera non ha mai raggiunto. Ma all’entrata della Konta, il muro finale, il suo sci destro ha scarrocciato facendogli perdere la linea sino ad inforcare in una porta blu.

Il tecnico austriaco Josef Brunner aveva tracciato un superG difficile e velocissimo andando a cercare le pendenze più maligne della Stelvio per aiutare i suoi campioni che hanno risposto al meglio. Prima della partenza di Dominik la classifica vedeva Mayer davanti a Kriechmayr e Franz. Mayer ha disputato una gara perfetta su una pista dove non si può andare sempre a tutta, dove per arrivare e non uscire dal tracciato è necessaria qualche frenata per non deragliare. Pareva impossibile battere il suo1’29”96. Una botta anche psicologica agli avversari.

Paris, come già ieri in discesa, la sua battaglia l’ha vinta nella parte finale della pista. Non è stato velocissimo nelle prime curve dopo la partenza a Fontana Lunga e prima dell’entrata sulla diagonale della Carcentina ha piazzato una franata pesante che gli è costata velocità. Ma dopo questo punto ha innestato il turbo, sul piano del Ciuk e sotto il salto di San Pietro. Al rilevamento della velocità ha fatto segnare uno stupefacente 133,05 km/h.

Però era ancora alle spalle di Mayer, 33/100 nell’ultimo intertempo a 18 secondi dalla fine. Il sorpasso negli ultimissimi metri, grazie alla velocità risparmiata nelle ultime curve per costruire quel centesimo (questione di centimetri) che vale per Dominik la seconda vittoria in due giorni, impresa in passato riuscita sulla Stelvio solo all’austriaco Michael Walchhofer nel 2006 ma con due discese.

Una vittoria che proietta nella miglior condizione tecnica e piscologica Paris verso le classiche di gennaio a Wengen, Kitzbuehel e Garmisch.

Paura per il grande volo del norvegese Stian Saugestad, caduto di schiena prima di travolgere 50 metri di rete. Si è rialzato sulle sue gambe, ma è stato lo stesso trasportato in elicottero all’ospedale di Sondalo (So) dopo un breve mancamento per ulteriori accertamenti diagnostici. Per lui trauma cranico e forte agitazione. L’austriaco Daniel Hemets, caduto prima della Carcentina e velocissimo nelle prove della discesa, ha riportato un forte trauma al ginocchio sinistro. La squadra ha preferito trasferirlo direttamente in Austria.

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