Lecco, 10 aprile 2017   |  

Anche una giornalista lecchese nel team che ha vinto il Pulitzer

Gloria Riva ha fatto parte del gruppo internazionale che ha lavorato sui Panama Papers.

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L’International Consortium of Investigative Journalists – di cui fa parte anche il settimanale L’Espresso – si aggiudica uno dei 21 Pulitzer 2017 appena assegnati per il lavoro fatto sui Panama Papers, dissezionando le carte dello studio Mossack Fonseca, che l’anno scorso svelarono i movimenti di denaro transitato o depositato nei paradisi fiscali da vip di tutto il mondo.

Undici milioni di file che una gola profonda informatica passò inizialmente al Suddeutsche Zeitung e che poi furono appunto suddivisi fra i 400 giornalisti appartenenti a 100 giornali di 80 diversi paesi che appunto per l’Italia videro lavorare in pool alcuni giornalisti de L’Espresso: Paolo Biondani, Vittorio Malagutti, Leo Sisti, Stefano Vergine e la giornalista lecchese Gloria Riva.

Due anni fa, proprio in occasione delle prime uscite dell'indagine su L'Espresso, avevamo intervistato Gloria Riva che ci aveva spiegato in cosa consisteva il suo lavoro e perché era stata scelta. Eccone uno stralcio:

Ha visto concretizzarsi il lavoro svolto negli ultimi due mesi, come ci si sente?
Ho scherzosamente commentato su Facebook che mi sto godendo il mio momento di Gloria. Devo dire che mi sento emozionata. Collaboro con l'Espresso da due anni e negli ultimi due mesi ho avuto la possibilità di lavorare con il team coordinato da Leo Sisti, giornalista in pensione e che ora tiene i contatti con le altre realtà internazionali che fanno parte di questa rete di giornalisti investigativi.

Che tipo di lavoro ha dovuto fare?
Mi sono trovata a lavorare con dati sensibili da incrociare per accertare le reali identità dei nominativi che c'erano stati forniti. Abbiamo poi calcolato l'esatto importo dei conti riconducendo a ogni nome i vari sotto-conti aziendali e personali. Infine li abbiamo sentiti uno a uno: alcuni sono stati molto disponibili fornendoci dettagli e informazioni su eventuali accertamenti della Guardia di Finanza o sul ricorso allo scudo fiscale; altri ci hanno diffidato dal procedere e altri ancora ci hanno mandato a quel paese. La lista che c'è stata fornita è divisa per Paesi, quindi noi abbiamo potuto visionare solo i nominativi italiani. Naturalmente a livello internazionale si è cercato di darsi delle regole per interpretare i dati e per verificare le identità.

 

Scusi la domanda, ma come mai è stata scelta proprio lei per far parte di questo super team?

Mancava un punto di vista legato al mondo delle imprese, soprattutto del Nord Italia. Del team fanno parte grandissimi esperti di giudiziaria ed economia, io avevo la conoscenza diretta dei territori e degli imprenditori.

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