Lecco, 25 giugno 2018   |  

Anche per i versamenti rateali dei modelli redditi e Irap sospensione estiva

di a cura dello studio Qualitas Commercialisti Associati

I contribuenti possono scegliere il numero delle rate mensili, tenendo però conto che il versamento rateale deve concludersi nel mese di novembre.

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L’imminente apertura della campagna versamenti induce a pianificare il pagamento delle somme dovute a titolo di saldo 2017 e di acconto 2018 che risultano dai modelli REDDITI e IRAP 2018, le quali possono essere rateizzate, ai sensi dell’art. 20 comma 1 del DLgs. 241/97.

In questa ipotesi, i contribuenti possono scegliere il numero delle rate mensili, tenendo però conto che il versamento rateale deve concludersi nel mese di novembre. Non è, quindi, possibile versare in modo dilazionato il secondo o unico acconto, che deve essere, invece, corrisposto in un’unica soluzione entro il 30 novembre 2018.

L’opzione per la rateizzazione comporta la corresponsione degli interessi. In particolare, l’art. 5 comma 1 del DM 21 maggio 2009 stabilisce che gli interessi per la rateizzazione ex art. 20 del DLgs. 241/97 sono dovuti nella misura del 4% annuo (0,33% mensile). Gli interessi sono calcolati in modo forfetario, a prescindere dall’effettivo giorno di versamento, in base al prodotto tra l’importo della singola rata, il numero dei giorni che intercorrono tra la scadenza della prima rata e le successive e il tasso di interesse previsto.

A tal proposito, dato che il calcolo degli interessi da rateizzazione avviene secondo il calendario commerciale, i mesi si considerano tutti di 30 giorni (cfr. circ. Agenzia delle Entrate n. 48/2001, § 2.2).

Occorre, poi, tenere conto dell’art. 18 comma 1 del DLgs. 241/97, a mente del quale i versamenti che scadono di sabato o di giorno festivo si considerano tempestivi se effettuati il primo giorno lavorativo successivo.

Secondo quanto chiarito dall’Agenzia delle Entrate (circ. n. 50/2002, § 19.4), gli interessi per il versamento rateale si calcolano fino al termine legale di scadenza della rata successiva, senza considerare l’eventuale differimento al primo giorno lavorativo successivo se tale termine cade di sabato o di giorno festivo. Inoltre, qualora il termine di pagamento della prima rata scada di sabato o di giorno festivo, con conseguente differimento al primo giorno lavorativo successivo, gli interessi dovuti sulle rate successive cominceranno a decorrere solo a partire dal giorno seguente il termine differito.

Ancora, per i pagamenti rateizzati che scadono dal 1° al 20 agosto opera la sospensione per il periodo feriale (art. 37 comma 11-bis del DL 223/2006, conv. L. 248/2006) che comporta il loro automatico differimento al 20 agosto, senza applicazione di ulteriori interessi.

In merito alle tempistiche di pagamento, sono previste scadenze diverse a seconda che il contribuente sia titolare, o meno, di partita IVA. Per i contribuenti non titolari di partita IVA:
- la prima rata scade il giorno stabilito per il versamento in unica soluzione del saldo o del primo acconto;
- le rate successive alla prima, invece, scadono alla fine di ogni mese.

Posto che la prima rata senza la maggiorazione dello 0,4% scade il 30 giugno e che detto termine nel 2018 cade di sabato, il versamento della prima rata viene differito al 2 luglio. Entro il 31 luglio occorre, però, versare la seconda rata, con applicazione dei previsti interessi.

Optando per la maggiorazione dello 0,4%, invece, il termine per pagare la prima rata, previsto il 2 luglio (il 30 giugno è sabato), “slitta” di 30 giorni, al 1° agosto, ed è, poi, ulteriormente posticipato al 20 agosto, per effetto del periodo feriale. La seconda rata, con l’applicazione dei previsti interessi, deve essere, però, versata entro il 31 agosto.

Passando ai contribuenti titolari di partita IVA, ferma restando la scadenza della prima rata al giorno stabilito per il versamento in unica soluzione, le rate successive alla prima scadono invece il giorno 16 di ogni mese. Senza maggiorazione dello 0,4%, si determina una situazione analoga a quella vista, in precedenza, per i soggetti non titolari di partita IVA, per la quale occorre corrispondere la prima rata entro il 2 luglio. Per quanto riguarda invece i pagamenti successivi:
la seconda rata deve essere versata, unitamente ai previsti interessi, entro il 16 luglio;
la terza rata, che scadrebbe il 16 agosto, viene invece differita al 20 agosto, in considerazione del periodo feriale, senza applicazione di ulteriori interessi per il periodo 17-20 agosto.

Applicando la maggiorazione dello 0,4%, anche i soggetti titolari di partita IVA devono versare la prima rata al 20 agosto, potendo, infatti, avvalersi della sospensione dei termini per il periodo feriale, analogamente ai contribuenti senza partita IVA.

Doppio versamento al 20 agosto per le partite IVA
Secondo l’Agenzia delle Entrate, però, nella stessa data scade anche il versamento della seconda rata, posticipata, dal suddetto differimento, rispetto alla scadenza ordinaria del 16 agosto. Tuttavia, stante l’identità del termine di versamento del 20 agosto, le istruzioni alla compilazione delle dichiarazioni non prevedono l’applicazione degli interessi sulla seconda rata.

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