Lecco, 10 aprile 2019   |  

Anche il Pd contro la decisione di Pensa di mettere in vendita il Comune

Andrea Nogara: Non si comprendono le reali motivazioni che hanno indotto il primo cittadino a utilizzare una metodologia così provocatoria

Schermata 2019 04 10 alle 10.26.09

Sulla provocatoria scelta del sindaco di Esino Pietro Pensa di mettere in vendita il suo comune, interviene anche il Pd.

In questi giorni la comunità di Esino Lario è stata al centro dell’attenzione delle cronache locali e nazionali a causa dell’iniziativa del Primo Cittadino Pietro Pensa che ha provocatoriamente messo all’asta i manufatti e i pubblici arredi del paese: il Palazzo Municipale, la Via Crucis, il Palazzetto dello Sport, il Museo delle Grigne, ecc, assegnando ad ognuno un prezzo base d’asta.

Il Circolo del Partito Democratico, pur nella consapevolezza delle difficoltà a cui quotidianamente devono far fronte le piccole amministrazioni di montagna e nella condivisione di portare queste problematiche a conoscenza delle istituzioni e dei cittadini, non ritiene consona la modalità scelta dal Sindaco.

A ben guardare infatti, nonostante l’ubicazione montana del comune di Esino e i collegamenti non sempre agevoli con il fondovalle, la storia del borgo dimostra come già nel passato cittadini e amministrazioni abbiano operato per il bene della comunità con lungimiranza realizzando, per primi nel territorio provinciale, opere e servizi essenziali quali il depuratore e la piazzola per l’elisoccorso, e anche la storia recente conferma come gli esinesi abbiano saputo aprirsi alle opportunità e al cambiamento della tecnologia ospitando il raduno mondiale di Wikipedia. A questa vivacità culturale si aggiunge la solidità del tessuto produttivo, infatti Esino ospita numerose aziende metalmeccaniche riconosciute per la competenza e l’innovazione anche fuori dai confini locali.

Se a tutto questo si sommano, come si evince dalle dichiarazioni stampa del Sindaco, un bilancio in attivo e l’assenza di particolari criticità, non si comprendono le reali motivazioni che hanno indotto il primo cittadino a utilizzare una metodologia così provocatoria, tanto più senza che né la popolazione né il Consiglio comunale fossero stati preventivamente informati.

A parer nostro la Giunta avrebbe dovuto coinvolgere i cittadini tutti in quanto riteniamo che il Comune, specie in realtà come questa, debba essere un punto di incontro e di confronto nell’interesse esclusivo del paese e dei suoi abitanti, e non un luogo di un disattento protagonismo mediatico.

Nessuno nega gli ostacoli che gli amministratori affrontano nel quotidiano nella gestione di un piccolo paese montano con risorse limitate e vincoli finanziari, ma riteniamo che altre siano le via percorribili: strade che portano alla collaborazione tra enti di vario livello, all’unione di servizi con le realtà confinanti e a strategie di gestione e sviluppo condivise fra tutti i soggetti interessati, esempi seguiti da tempo con pragmatismo e capacità da vari comuni del nostro territorio.

Il Circolo PD invita dunque il Sindaco e la Giunta a rivedere le proprie posizioni, scegliendo una metodologia di lavoro partecipativa della popolazione, delle associazioni locali e delle istituzioni, l’unica che può portare a risultati apprezzabili e condivisi, mettendosi a disposizione per una collaborazione concreta e proficua, volta al bene della comunità tutta.

Il Segretario del Circolo PD di Bellano
Andrea Nogara

Ritrovaci su Facebook

Caleidoscopio

23 Aprile 1956 seduta inaugurale della Corte costituzionale italiana

Social

newTwitter newYouTube newFB