Lecco, 04 gennaio 2019   |  

"Anche a Lecco si scrive gioco d'azzardo, si legge Robin Hood all'incontrario"

Ben 84,55 milioni di euro solo quelli spesi a Lecco città. 1754 euro a persona, neonati compresi.

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Cara Resegoneonline

84,55 milioni di euro solo quelli spesi a Lecco città. 1754 euro a persona, neonati compresi.
101,8 miliardi in Italia. Oltre la metà in slot e videolottery.
Si scrive gioco d'azzardo si legge Robin Hood all'incontrario.

Ogni anno escono i dati riepilogativi di quanto italiani e lecchesi spendono nel gioco d'azzardo (Gratta&vinci, scommesse sportive, lotto, macchinette, ect).
Lecco e Lombardia son sempre ai vertici di questa amara classifica.
Sebbene poco cambi, nemmeno le vincite ribaltano i 1754 euro spesi a persona.
Dei soldi spesi in scommesse tornano in vincite 1338 euro.
Il disavanzo è 416 euro. Quindi oltre 20 milioni, solo per Lecco, (18,9 miliardi in Italia, di cui 10,3 allo Stato) se lo spartisce chi ci specula.

Le stime della slavina dicono inoltre e soprattutto di un numero che varia dai 1700 ai 7500 di giocatori patologici residenti in Provincia e del doppio di giocatori problematici, cioè coloro che utilizzano una parte significativa del proprio reddito per il gioco.

Un travaso. Un Robin Hood all'incontrario.

Sono dati su cui riflettere e agire.

Credo che il motore per un'efficace azione di contrasto non sia colpevolizzare chi gioca ma sostenerlo in percorsi di consapevolezza e facendo argine a chi non gioca perché non lo faccia. Ognuno per la sua parte di responsabilità civica collettiva.

Le strade più concrete, secondo me, sono quella che vede l'Ente Comunale, tramite un apposito Atto, vietare sponsorizzazioni, patrocini e tutti quei rapporti non obbligatori per Legge, con i soggetti che, dopo un percorso di confronto, misurato nel tempo, scelgono lo stesso di tenere queste slot e, come forma più persuasiva, anche con chi co-organizza iniziative con gli stessi.

Quella, più formativa, di rivolgersi direttamente ai clienti di questi esercizi per farli promotori diretti di una campagna "autoprodotta".

Tipo:“(Bar/negozio) tu e noi assieme, senza più slot”.

Potrebbe essere l’occasione buona per sostenere l'esercente in una presa di coscienza sul problema e poi di convenienza economica. La modalità storica nonviolenta del boicottaggio è una pratica di responsabilità, anche autoformativa.

Un’altra strada è quella rivolta alla stampa, chiedendo di non enfatizzare vincite da "gratta&vinci", limitando la pubblicità e informando con frequenza sull'ammontare, immane come vediamo, di spesa sul nostro territorio del gioco d'azzardo, nonchè delle irrisorie e a volte nulle -sì nulle - possibilità di vincita del gioco d’azzardo, oltre ai rischi e patologie che l'abuso da gioco genera.

Un’attenzione particolare merita poi la scuola con una continuativa sensibilizzazione

Infine sarebbe utile iniziare a pensare a quanti danari, ogni giorno, tutti i giorni, una città, un territorio, potrebbe raccogliere (visto che se ne spendono 231.650 euro, al giorno, in scommesse) per opere e servizi di utilità comunitaria.

In altre parole per il benessere diffuso.

Paolo Trezzi

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