Lecco, 06 agosto 2018   |  

Allo studio un nuovo piano del traffico per Lecco

Il Comune ha incarico della progettazione il Centro Studi PIM

Macchine coda

Il precedente Piano del Traffico risale al 1998 ed è dunque antecedente dell'apertura del sottopasso che attraversa la città di Lecco.

A fronte dell'evoluzione del quadro trasportistico a livello locale e sovracomunale, è necessario ripensare l'organizzazione del traffico urbano, in tutte le sue componenti, favorendo l'intermodalità tra le diverse tipologie di trasporto e individuando un possibile itinerario urbano alternativo al lungolago sia per i mezzi pesanti che non possono utilizzare il tratto in galleria, sia per tutti i veicoli in occasione di incidenti che si verifichino in galleria. Ulteriore obiettivo è quello di incentivare in sicurezza la mobilità dolce in senso nord/sud, lungo tracciato fronte lago, e dal lago verso la città e le pendici della montagna.

Incaricato delle progettazione, il Centro Studi per la Programmazione Intercomunale dell’area Metropolitana (PIM) è un’associazione volontaria tra Enti

gaia bolognini assessore

Gaia Bolognini

pubblici locali, senza scopo di lucro, che svolge attività di supporto tecnico-scientifico agli Enti associati in materia di governo del territorio, ambiente e infrastrutture. Il Comune di Lecco ha aderito all'associazione con deliberazione di Consiglio comunale e ne fa parte dal mese di marzo del 2018.

"Il nostro è un sistema urbano fragile dal punto di vista viabilistico: il traffico rappresenta senza dubbio un problema, soprattutto nei momenti di congestione che si verificano a seguito di incidenti o eventi che alterano i flussi delle arterie principali - dichiara Gaia Bolognini, assessore all'urbanistica del Comune di Lecco -. Per pianificare i futuri cambiamenti degli assetti della città è quindi necessario smetterla di attivarsi con interventi tampone, ma dotarsi di una pianificazione che individui chiaramente gli effetti sul traffico, sulla congestione, sull'inquinamento e indichi linee guida per intervenire sulla rete della viabilità, sulle aree a parcheggio, sui trasporti pubblici. Il PGTU è uno strumento indispensabile da affiancare agli interventi di mobilità sostenibile e proprio perché siamo consapevoli dei punti di debolezza di questa città, abbiamo convenuto fosse necessario attivarsi non solo con un Piano Generale del Traffico, ma anche con due piani particolareggiati: uno che abbia come focus il Centro e il Lungolago e un secondo piano dedicato alla sosta".

 

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