Lecco, 08 ottobre 2018   |  

Alla Libreria Mascari5 “Le voci delle betulle", il romanzo di Eloisa Donadelli

di Ugo Baglivo

Un romanzo che unisce una trama d'attualità ai sentimenti umani.

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E’ proprio nel programma di apertura della Libreria Mascari 5, a Lecco, qualche tempo fa,l’aggancio tra “cultura e socialità”, in “legame con il territorio”. Continua perciò tanto l’analisi sociale quanto il servizio alla collettività locale, nelle iniziative culturali programmate dalla Libreria anche per l’anno di attività 2018/2019, nei pomeriggi letterari organizzati per i sabati o prefestivi (non sempre ma spesso).

Questa volta (il 6 di ottobre) si è trattato della presentazione di un romanzo di Eloisa Donadelli, scrittrice valtellinese (di Morbegno): “Le voci delle betulle”, ed. Sperling e Kupfer, edito nel giugno 2018, quindi di estrema attualità; lo specifico del territorio (montagna e natura di montagna) è evidente fin dal titolo. Era presente la stessa autrice che ha dialogato con un pubblico ristretto ma attento e interessato alle tematiche quanto allo stile particolare; si alternavano negli interventi esplicativi la stessa Elisa Donadelli e il giornalista Riccardo Carugo, operativo al quotidiano La Provincia.

WhatsApp Image 2018 10 07 at 22.59.56Fin dalle prime battute si è capito di un messaggio letterario particolare: non solo il dispiegarsi sapiente di una trama, con salti d’argomento dal presente al passato, tra storie diverse di personaggi che si incontrano e si chiariscono gradatamente nello scorrere della lettura, in una voluta suspence che avvince; ma anche il perdurare di una “prosa poetica” che correla una trama d’attualità alle “voci della natura” partecipe ai sentimenti umani, come nella migliore letteratura del Novecento.

La natura è quella dei boschi valtellinesi, con cui l’autrice ha convissuto in tutta la sua vita, in specie in una casa di vacanza, in cui lei si isola spesso per meglio ritrovarsi nell’intimo; l’attualità è nella vita contemporanea, rappresentata – ovviamente – dalla città di Milano, con cui si rapportano i personaggi in una vita pendolare tra città e montagna, tra problemi esistenziali e rasserenamenti di spirito trovati in un contatto con le cose diverso da quello del caos di città.

Semplificando, si tratta di una storia di tradimenti familiari, in una normale famiglia borghese: lui avvocato di buon nome, e lei amante della musica, suonatrice di violoncello; poi pian piano si scopre che il personaggio femminile ha qualche problema in più rispetto al tradimento del marito: ella non è figlia naturale della famiglia Laudis di Milano, che l’ha cresciuta con amore nella bambagia, ma è una trovatella lasciata dalla madre (anzi da un’amica della madre) alla porta dei Laudis; e chi è la sua madre vera? E’ la figlia di un “vecchio della montagna”, con cui (guarda caso!) il signor Laudis aveva a suo tempo stabilito rapporto di sincera profonda amicizia. Ancora la città che cerca la montagna, e la montagna che si rivela saggezza per i problemi della città.

Il giornalista Carugo ha messo in evidenza quanto in questo stile che unisce i sentimenti in tumulto di una vita borghese alla voce rasserenante degli alberi, nella radura della casa di sasso del “vecchio della montagna”, ci sia una particolare sensibilità, che deriva dalla visione femminile del mondo. La femminilità è un’ottica particolare nella letteratura, tanto in poesia quanto in prosa: la femminilità sa cogliere sfumature sentimentali che gli uomini raggiungono con più difficoltà. Di qui lo scorrere di un continuo gioco linguistico, che accosta immagini diverse tra loro: colori, odori, suoni ancestrali, e vita vissuta nel pieno dell’attualità, fatta non solo di contrasti familiari ma anche di consumismo spicciolo, presente nelle etichettature delle cose di uso comune.

Ma la vita reale è sempre in contrasto con la serenità delle anime? e gli amori umani sono tutti fugaci e destinati al tradimento? Ci sono amori più duraturi, come quello che Bernadette, la giovane moglie tradita dal marito, trova nel frequentare Bastiano, ballerino classico di origine salentina, che pure si stacca da lei per fini di carriera, ma poi la cerca e la ritrova.

E poi ci sono le amicizie, a cui forse l’autrice crede di più: quelle instaurate con i compagni di scuola, ancora frequentati nell’età adulta, che ti danno consigli disinteressati e partecipano alle tue vicende intime con saggezza e discrezione. Ma soprattutto una storia di amicizia supera tutte le controversie umane: il borghese milanese Laudis, che ha cresciuto una figlia non sua, ricorda e poi cerca e poi incontra ripetutamente il vecchio della montagna, Giosuè; …Giosuè che alla fine si scopre essere il nonno naturale di Bernadette; lei è la figlia di Agata, scappata dalla casa di sasso, e poi incinta, e poi malata, la cui tenera creatura viene consegnata appena nata da un’amica della madre davanti alla porta della casa illustre dei Laudis. I sentimenti si intrecciano e si fanno sempre più profondi, fino a penetrare i misteri apparentemente inspiegabili della vita.

Il tutto grazie al “bosco di betulle” in cui anche Bernadette si ritrova, alla ricerca del vecchio saggio, il pastore solitario Giosuè, che si è fatto eremita volutamente, per “proteggere i suoi ricordi”: se l’amicizia supera talvolta la forza degli amori, certamente la famiglia, l’affetto di un padre per la figlia perduta non finisce mai. Almeno così è nella storia (forse ideale ma poi non tanto distante dai sentimenti intimi degli uomini veri) di Eloisa Donadelli. Il legame con i figli è superiore ad ogni altro sentimento umano: l’uomo può tradire nell’amore fisico con la sua sposa, può anche perfino essere lontano per lungo tratto d’esistenza dai figli, ma dentro alla sua anima i figli li ama sempre, di un amore che non si riesce a sopire. Anche questa certezza, che traspare dal romanzo, deriva dalla sensibilità tutta femminile dell’autrice.

Plauso alla scrittrice valtellinese Donadelli e plauso anche al suo commentatore Carugo; plauso alla Libreria “Mascari 5” che sa farsi interprete dei bisogni delle anime, oltre che delle necessità dei corpi.

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